Dagli orfani all’asilo nido, come cambiano i Martinitt

Presentato il Giardino dei monelli, aprirà a gennaio per 60 bimbi: 550 metri quadrati di spazi colorati

Gioia Locati

Nido con vista. Sul parco storico dei Martinitt, nell’ampia cintura verde intorno all’edificio che un tempo ospitava gli orfanelli milanesi. E loro, i bambini, da 3 mesi a 3 anni, a giocare in una mega-veranda di 550 metri quadrati, inondata di luce. Con arredi colorati e spazi ben divisi seguendo le richieste delle psicopedagogiste e le direttive del presidente del consiglio del 1994 sulla prima infanzia.
È «Il giardino dei monelli» presentato ieri ufficialmente nel padiglione Rizzoli dell’edificio dei Martinitt, in via Pitteri 56. L’apertura in gennaio, 60 i posti, 10 convenzionati con il Comune di Milano, 10 con Segrate, i rimanenti a disposizione dei privati. La gestione è stata affidata alla cooperativa Koinè che ha già in appalto una quindicina di asili.
«Un segno dei tempi che cambiano - ha detto il presidente Emilio Trabucchi - La città richiede sempre più servizi come questo, i Martinitt e le Stelline rappresentano Milano. Vogliamo che il nostro nome rinasca e che questo asilo diventi un modello da copiare. Come il campus universitario in progetto (450 posti in quattro edifici, il cantiere partirà a giugno). La nuova era dei Martinitt riparte. L’istituzione era nata nel 1532, dal 1932 si era trasferita in via Pitteri, zona Lambrate. In gennaio il via con il nido dei monelli realizzato nel primo padiglione ristrutturato, quello intitolato ad Angelo Rizzoli, ex Martinitt, come Leonardo Del Vecchio proprietario della Luxottica ed Edoardo Bianchi, fondatore della famosa fabbrica di biciclette.
Ad accogliere i bambini di Lambrate diversi ambienti per scandire i ritmi della giornata: c’è la zona lavoro attrezzata con lavandino, colori, tavolozze e giochi, la sala della pappa, quella del morbido per la nanna, la «tana», una casetta con finestrelle e porticine varie arredata con cuscinoni, «l’ideale per rifugiarsi nei momenti di malinconia, è stata una precisa richiesta della psicoterapeuta - hanno spiegato i progettisti Azzarelli e Iamele - così come gli arredi in legno, per suggerire al bambino la continuità con la propria casa». E poi uno spazio verde recintato di una quarantina di metri quadrati con l’erba tagliata all’inglese e le orme giganti a evidenziare un percorso, per i giochi all’aperto. «Faremo un asilo identico per i dipendenti del Pat, Pio Albergo Trivulzio» ha anticipato Trabucchi mostrando il progetto. Molti gli assessori e i consiglieri presenti, da Mariolina Moioli, assessore comunale all’Infanzia a Giancarlo Abelli assessore regionale alla Famiglia. Poi Bruno Simini, assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Verga, assessore alla Casa e Marilena Adamo, copogruppo Ulivo in Comune. Presenti anche Paolo Berlusconi ed Ezio Greggio. Quest’ultimo ha commentato: «È un’iniziativa straordinaria che merita tutto l’appoggio soprattutto in un momento come questo che ha visto ragazzi responsabili di fatti gravi».