Dagli Stormy Six a Finardi: il ’68 sale sul palco

Nell'anno del raggiungimento della maggiore età, «Suoni e Visioni», la rassegna dell'assessorato alla Cultura della Provincia di Milano che ha fatto e fa della contaminazione di musiche e linguaggi contemporanei, la «propria ragione sociale», si concede una prima volta assoluta. Un «concertone» all'aperto, presso il Carroponte dello Spazio Mil di Sesto San Giovanni (si trova dalle parti dell'IperCoop di viale Sarca), che chiude oggi questa edizione, per ricordare in musica il Sessantotto, il quarantennale dell'anno che poteva cambiare il mondo, dell'immaginazione al potere e di una delle più grandi rivoluzioni del costume sociale del Novecento.
«Non è la prima volta che l'assessorato alla Cultura della Provincia, oltre a fare da cassa di risonanza al meltin’ pot cultural-musicale, si volta indietro e assolve a una funzione di memoria storica», spiega Marco Piccardi, uno dei due curatori (l'altro è Enzo Gentile) della rassegna. «Memoria che, nel caso del Sessantotto, e lo confermano diversi sondaggi, soprattutto tra i più giovani, è alquanto farraginosa e frammentaria. Da qui l'idea di ricordare quel periodo con un concerto che alterni sul palco una selezione di alcuni protagonisti di 40 anni fa». Gente che, ciascuno a suo modo, ha condiviso il messaggio, lo spirito del cambiamento e l'ambizione degli ideali che ha accomunato Bob Dylan e Joan Baez, Hendrix, i Beatles e i Jefferson Airplane.
Questa sera i primi ad alternarsi sul palco saranno i rappresentanti della canzone politica e di ricerca: gli esponenti storici del Nuovo Canzoniere Italiano, Giovanna Marini e Ivan Della Mea, con i compagni di lungo corso Paolo Ciarchi e Claudio Cormio, e gli eredi negli ambienti studenteschi di quella tradizione, gli Stormy Six, che festeggiano un'inattesa reunion e, per l'occasione, ospitano vecchi amici come Eugenio Finardi, Claudio Rocchi e Ricky Belloni, animatori del vivace magma musicale di fine Anni Sessanta in cui mossero insieme i primi passi. In repertorio i brani storici (e certo non può mancare l'inno Stalingrado), ma anche cover tratte da Woody Guthrie a Mikis Theodorakis.
L'evento (gratuito) vedrà inoltre salire sul palco anche due ospiti internazionali: lo scozzese Donovan, romantico cantore degli ideali hippie e psichedelici (sarà accompagnato dall'ex Pentangle Danny Thompson e da Stewart Lawrence), che respirò con i Beatles le filosofie orientali in India; ed Eric Andersen, intimista e visionario poeta newyorkese, nonché esponente di punta del Greenwich Movement, che ha firmato molti brani-manifesto diventati dei classici della canzone d'autore statunitense, tra cui Thirsty Boots, ballata in difesa dei diritti civili ripresa da decine di artisti nel corso degli anni, e l'album Blue River, con un toccante omaggio a Martin Luther King, assassinato il 4 aprile 1968.
Quarant'anni dopo. Rievocazione in musica di un anno formidabile
Questa sera, ore 20
Carroponte dello Spazio Mil
via Granelli, Sesto San Giovanni