Dagli Usa fondi per la cura italiana contro i tumori

da Milano

Fondi pubblici americani a sostegno di una ricerca tutta italiana. Il National Cancer Institute metterà a disposizione oltre 700mila euro per verificare la capacità di un farmaco, la budesonide, di controllare lo sviluppo dei micronoduli al polmone che potrebbero rivelarsi il focolaio del tumore. Coordinerà lo studio l'Istituto europeo di oncologia di Milano, forte dell'esperienza fatta con il progetto Cosmos, cioè con quel programma di diagnosi precoce del tumore al polmone attraverso Tac spirale che, avviato due anni, ha già arruolato 5mila forti fumatori ultracinquantenni.
Oggi la ricerca vuole spingersi oltre e tentare di intervenire ancora prima, su quei noduli che, in alcuni casi, potrebbero evolvere in carcinoma somministrando un farmaco che potrebbe ridurli progressivamente. «L'idea della sperimentazione - ha spiegato ieri Giulia Veronesi, vicedirettore della Chirurgia toracica dell'Ieo - nasce dai risultati di un precedente studio americano che ha riscontrato un effetto positivo della budesonide (un cortisonico sul mercato da anni, indicato in caso di asma bronchiale e allergie, ndr) su alcuni noduli periferici, cosiddetti indeterminati, che sono potenziali precursori del tumore polmonare». Da qui, e con i dati incoraggianti ottenuti su modelli animali, l'iniziativa di sperimentare il farmaco all'interno del gruppo di soggetti a maggior rischio (con noduli superiori ai 4 millimetri, a crescita lentissima e Pet negativa) che già partecipa al progetto Cosmos.
In tutto saranno 200 i pazienti prescelti, la metà dei quali riceverà un placebo, mentre il restante 50 per cento dovrà spruzzarsi in bocca due volte al giorno per un anno il budesonide. «Ci aspettiamo, fra un anno, di osservare una riduzione del volume dei noduli - conclude Veronesi - o la scomparsa di quelli più piccoli». Troppo presto in ogni caso parlare di cura: per ora le parole d'ordine rimangono sempre prevenzione e diagnosi precoce.