Dagli Usa allo Ieo, il luminare torna in Italia

Dopo 10 anni di lavoro - e di successi - al Memorial Sloan Kettering di New York, Virgilio Sacchini, chirurgo senologo italiano, ritorna a casa. Ovvero, all’Istituto Europeo di Oncologia, che aveva lasciato da vicedirettore nel 2000, pur mantenendo comunque intensi rapporti clinici e scientifici con l’Istituto stesso.
La dirigenza dell’Istituto Europeo di Oncologia, che ne dà notizia, esprime soddisfazione per la decisione di Sacchini di rientrare allo Ieo, anzitutto perché riporta in Istituto un senologo, che, dopo dieci anni di esperienze internazionali, potrà mettere qui a frutto le sue competenze, ma anche perché tale scelta si pone «controcorrente» rispetto al flusso in uscita dall’Italia di ricercatori, medici e «cervelli» italiani, attratti da migliori prospettive all’estero.
«Sono particolarmente felice per questo ritorno all’Ieo - ha detto Sacchini - dove ho lasciato e ritroverò tanti amici e colleghi e potrò in particolare beneficiare della presenza del professor Veronesi dal quale ho appreso molto e verso il quale nutro grandissima stima».
«Al tempo stesso - ha aggiunto il senologo - potrò comunque mantenere i miei rapporti con il Weill Medical College of Cornell University e col Memorial e questo sarà senz’altro molto stimolante perchè questa difficile battaglia contro il cancro si vince a mio avviso integrando culture ed esperienze ai massimi livelli, massimizzando quindi i risultati». Proprio la scorsa primavera, il Parlamento si era espresso favorevolmente sulla proposta di legge bipartisan che prevede incentivi fiscali per il rientro in Italia dei lavoratori, contrastando la cosiddetta fuga dei cervelli. Destinatari degli incentivi, i cittadini dell'Unione europea che hanno maturato esperienze all'estero che rientrano in Italia per svolgere attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o d'impresa.