Dagli Usa un piatto che profuma d’Italia

Il filo conduttore che attraversa la cucina di tutti i continenti è la coabitazione dei contrasti

Una pasta, magari proprio i «maccaroni» sordiani, e facciamo un tuffo tra California e Messico (diciamola tutta: «nel Kansas City non si mangia bene»). Quando vivevo a Berkeley, in California, era il mio pranzo preferito mangiato nel backyard di casa all’ombra dell’albero di avocado. Gli ingredienti ci sono; mancano solo dodici minuti per assaporare del cibo a noi famigliare ma che ci porta lontano. Una fusione di elementi a noi italiani congeniale: la pasta con il pomodoro e il basilico come passepartout per visitare il nuovo continente.
C’è un filo conduttore che attraversa e lega la cucina di tutti i continenti: la coabitazione dei contrasti. In Thailandia avremo nello stesso piatto cinque elementi: salato, piccante, acido, dolce e amaro. In Occidente è il bilanciamento e rimando tra grasso e acido. In questo piatto di pasta avremo la dolcezza del gambero e dell’avocado che si sposano con la leggera acidità del pomodorino e delle bucce di limone. Mangiamo. Cuoceremo ben al dente 350 grammi di pasta lunga in abbondante acqua salata. Intanto mettiamo in una padella una ventina di pomodorini ciliegia ben maturi tagliati a metà con uno spicchio di aglio sbucciato e 8 cucchiai di olio d’oliva extravergine. Rosoliamo fino a far prendere colore all’aglio. Togliamo poi l’aglio e aggiungiamo 16 code di gamberi sgusciati che cuoceremo a fuoco vivo. Quando la pasta sarà cotta la metteremo nel sugo con un cucchiaio di salsa di soya e 3 cucchiai d’acqua calda, mescoliamo energicamente sul fuoco per trenta secondi e poi versiamo nei piatti. Sopra alla nostra pasta appoggeremo dei pezzetti di avocado che avremo già salato. Infine profumiamo con del basilico e del cipollotto fresco tritati fini. Ultima emozione un poco di buccia di limone grattugiata.