Dai cartoni animati alla lotteria tutte le nuove armi elettorali

In tv i «Simpson» fanno il verso a Bush e Cheney con l’operazione Enduring occupation. In Arizona c’è il referendum per abbinare al voto un premio milionario. E tra i giochi impazza il fantacalcio del Congresso

da New York

Il bello è il contorno: l’idea. Le elezioni non si giocano solo sui seggi. Il porta a porta, il telefono che squilla dieci volte in un giorno. Intorno al centro gira un mondo che spinge verso le urne un Paese che ha bisogno dell’incentivo per andare a votare. Allora la battaglia si gioca dovunque: videogames, cartoni animati, cellulari, lotterie. Ce n’è una per tutti. Repubblicani, democratici, indipendenti, verdi. C’è chi fa campagne personali, chi fa satira, chi inventa il Fantacalcio del Congresso: prendi questo e mettilo là che ti dà più punti. La campagna alternativa non ha colore.
I Simpson. Ha la faccia di Homer e della sua famiglia. Puntata speciale. Elettorale e camuffata. È andata in onda domenica sera su Fox, il canale di Rupert Murdoch vicino al partito repubblicano. Il che non ha impedito ai creatori del cartone di usare i Simpson come arma politica democratica. L’episodio è intitolato «Il giorno in cui la terra era stupida», fa il verso alla Guerra dei mondi di Orson Welles, ma parla di oggi. Parla dell’operazione Enduring Occupation con evidente riferimento a Enduring Freedom. I protagonisti sono due alieni, Kang e Kodos, interpreti di ogni puntata di Halloween dei Simpson. Stavolta radono al suolo Springfield e solo dopo averla distrutta parlano degli effetti dell’invasione. Kang si preoccupa: «I terrestri continuano a essere arrabbiati con noi». L’amico Kodos risponde: «Dicevi che ci avrebbero accolto da liberatori». Ironia e satira. Gli autori hanno picchiato duro contro Bush e Cheney. Perché Kodos continua: «Penso che l’operazione Enduring Occupation sia stata una cattiva idea». Kang allora gli risponde: «Dovevamo invadere, c’erano delle armi di disintegrazione di massa». A questo punto Kodos si convince: «Sì, di sicuro c’erano».
Il fantacalcio. Dalla tv al web. Clic su fantasycongress.org: si fanno punti quando il proprio candidato fa passare un emendamento. Se viene approvata una legge con il suo nome, le quotazioni salgono e quando il provvedimento arriva alla firma del presidente degli Stati Uniti, allora scatta un bonus. È il fantacalcio d’America. Si gioca tra i banchi di Washington, però. Non su un campo di pallone. Quella disponibile ora è una versione sperimentale: la sfida vera prenderà il via quando sarà nota la composizione del nuovo Congresso. Da gennaio sarà completo, allora. A quel punto ogni giocatore si sceglierà un gruppo di parlamentari e li seguirà: le proposte di legge di oscuri deputati del Midwest, le idee delle superstar del Senato come Hillary Clinton o John McCain. Voti, emendamenti e leggi: punti, punti e sempre punti. Non è solo un gioco da ragazzi. Se ne è accorto il Washington Post, che ha preso un gruppo di programmatori e li ha assunti per lanciare il suo videogame: è Midterm Madness. Lo si trova sul sito del quotidiano. L’obiettivo: indovinare chi occuperà tutti i 435 seggi della Camera e i cento del Senato.
La lotteria. Gioca anche lui, in fondo. Mark Osterloh. Che non è un inventore di cartoni né di videogames. Fa il dentista a Tucson, Arizona, e ha la passione per la politica. L’idea più folle è sua: se vai a votare vinci un milione. È un referendum che gli elettori dell’Arizona hanno trovato ieri sulle loro schede elettorali. Hanno provato in tutti i modi a fermarlo, ma non c’è riuscito nessuno: «Vuoi abbinare una lotteria con un premio da un milione di dollari alle elezioni, sì o no?». Per poter far formulare questa domanda, Osterloh ha raccolto 185mila firme. Mezzo Stato pensava che la lotteria elettorale fosse il modo migliore per corrompere la gente. Il dentista no. Lui dice che è solo un modo per convincerla a esercitare un diritto.