Dai coralli al divieto di "selfie" Cosa ci lascia di buono il 2018

Le nuove tecnologie e una maggiore attenzione hanno migliorato la vita di tante specie. Nel mondo e in Italia

Anche sul fronte della sopravvivenza e del benessere degli animali non ci sono solo cattive notizie. E così forse anche per tirarsi un po' su di morale - il sito del mensile francese Geo ha riunito le buone nuove che nel 2018 hanno riguardato il coté non sapiens della vita sul pianeta. Perché cresce un po' ovunque la consapevolezza di dovere fare qualcosa e prendere azioni concrete, anche a livello legislativo, mentre la tecnologia può dare una mano a risolvere problemi sempre più complessi. E dunque eccole, le cinque belle notizie dell'anno che sta per finire.

Iniziamo dai piccolissimi coralli. Che naturalmente sono animali, dei minuscoli polipetti radunati in colonie, assai vulnerabili all'aumento della temperatura e all'acidificazione degli oceani. Grazie alla stampa 3D sono stati ricreate strutture marine apposite che, sistemate sul fondo del mare, dovrebbero favorire la rigenerazione della barriera, alle Maldive come in Australia. Alcuni coralli poi sono stati allevati in laboratorio. Buone notizie vengono dal Belize, dove lo scorso giugno la barriera corallina, la più grande dell'emisfero settentrionale, è stata ritirata dalla lista dei patrimoni dell'umanità in pericolo dell'Unesco nella quale era stata inserita nel 2009. Motivo? L'impegno del governo centramericano a impedire la ricerca petrolifera nell'area e a proteggere le foreste di mangrovie.

Il 2018 è stato anche l'anno in cui alcune specie «storicamente» a rischio si sono trovate in uno stato un po' meno critico. In particolare l'Uicn, La International Union for Conservation of Nature, ha tolto dalla «lista rossa» la balenottera comune che, grazie agli sforzi di conservazione, passa dalla categoria «in pericolo» a «vulnerabile», mentre i gorilla di montagna passano da «in pericolo critico» a «in pericolo». Anche le rarissime tigri del Bengala in Nepal sono raddoppiate in dieci anni da 121 a 235 esemplari. La «conta» è avvenuta grazie a 3.200 telecamere nascoste nella giungla che hanno scattato 4mila foto del magnifico felino.

Si sa, lo spirito del nostro tempo passa per i social. Che hanno fatto non pochi danni gli anni passati a causa della pratica assai discutibile di alcuni utenti di farsi selfie con animali selvatici, al solo scopo di pavoneggiarsi su Instagram, ma creando spesso stress e mettendo in pericolo i malcapitati e non consenzienti «modelli». Dopo la presa di posizione di Instagram che ha stigmatizzato questo comportamento, il 2018 ha visto la pubblicazioni di un codice di condotta per selfie da parte di World Animal Protection, volto ad assicurare il benessere dell'animale.

Sono ben due infine le buone notizie che arrivano dalla Cina: un mercato immenso capace di generare flussi commerciali in grado di cambiare equilibri ma anche provocare grossi danni ambientali. In ottobre il Paese aveva deciso di togliere parzialmente il divieto al commercio di ossa di tigre e rinoceronte, utilizzate dalla medicina tradizionale cinese, in vigore dal 1993. L'alzata di scudi internazionale che ne è derivata ha però portato a un dietrofront, con la promessa di mantenere il divieto. Più decisa la posizione sull'avorio. Era l'ultimo giorno del 2017 quando è entrato in vigore il bando alla vendita e alla lavorazione, una mossa decisiva considerato che la Cina era il maggiore importatore.

Queste, insieme all'impegno alla riduzione della plastica, alla riforestazione e all'attenuazione del buco dell'ozono, sono le belle notizie dell'anno che sta per finire. E ne aggiungiamo una, tutta italiana: in Umbria è finalmente attiva la norma di una legge regionale del 2016 che concede cure veterinarie gratuite per almeno tre anni a chi, disabile o in situazione di svantaggio economico, adotta un animale in un rifugio. Perché anche prendersi cura di un cucciolo abbandonato non debba diventare un privilegio per pochi.