Dai Cure agli Strokes Una colonna sonora reale

</B>Sono curiosa: chiedo tanti consigli a mio padre

Qualche volta la colonna sonora rispecchia davvero lo spirito del film. È il caso di Marie Antoinette, il doppio ciddì che mescolando new wave, classica ed elettronica riesce, chissà perché, a trasmettere la stessa atmosfera nella quale Sofia Coppola ha immerso il suo film. Certo, gruppi new romantics come Bow Wow Wow e Adam Ant hanno la partitura giusta per rendere i pensieri delle feste parigine prima della Rivoluzione. E dagli Siouxsie and the Banshees di Hong Kong Garden non può che arrivare l’oscurità perduta della Versailles ingessata del Re di Francia, mentre nei Cure di Plainsong c’è la paradossale ninna nanna prima dell’incubo delle ghigliottine. Spesso, dopo la tragedia, il respiro si trattiene prima di liberarsi di nuovo: sono gli Air della strumentale Il secondo giorno. Poi c’è la rabbia della rinascita: ecco gli Strokes di What ever happened. Rock, ma non solo: reali e, magicamente, fuori dal tempo. Bravi. \