Dai frigoriferi ai cappellini: l'Esposizione è una lotteria

Elena Gaiardoni

Dopo l'Albero della Vita, da Expo Milano 2015 sta per spuntare un casalingo albero della cuccagna. Agli enti pubblici o agli enti del terzo settore che presenteranno domanda entro il 20 settembre 2016, la fondazione Triulza, che ha gestito il Padiglione della Società civile-Cascina Triulza, ieri ha emesso un bando con l'elenco di oggetti, usati durante l'Esposizione Universale, che potranno ancora servire senza essere buttati.

Frigoriferi, tavoli, scaffali, pattumiere, forni, questi alcuni dei beni a cui si può ambire. I bandi sono quattro. Uno per la cessione gratuita di attrezzature da cucine usate nei cluster. Un altro per 1730 tablet. Il terzo riguarda abbigliamento e accessori in dotazione al Fop (Field Operator) e l'ultimo abbigliamento e accessori in dotazione ai volontari. Expo Milano 2015 non smette di distribuire «ricadute» sulla città, come una margheritina col suo polline, e lo fa con piccole cose dal sapore crepuscolare, come stoviglie e tazze, che piacevano al poeta Guido Gozzano, come a rivelare che, quella che sembrava una manifestazione gigantesca, non fu che un magazzino da trovarobato teatrale di cui alla fine rimangono costumi di scena, come nelle soffitte di villa Amarena ne «La signorina Felicita».

Chi riuscirà ad avere queste cose le userà, oppure le conserverà per ricordare l'evento? Ci sono cappellini, felpe, polo a mezze maniche: sembra l'elenco delle divise delle vecchie colonie che ci hanno fatto diventare adulti. Andranno sui ripiani degli armadietti di un ospedale, oppure in quelli di scuole superiori e di scuole primarie di primo o secondo grado. Le domande dovranno essere inviate all'indirizzo fondazionetriulza@pec.net entro e non oltre il 20 settembre 2016. E' questa alla fine la vera data di chiusura di Expo?