Dai garage al festival dei quartieri, Milano è rock

Una gara musicale fra i diversi quartieri della città. Riservata ai ragazzi, soprattutto se appassionati di pop e rock. Nove giovani band - tante quante sono le zone di Milano - si sfideranno a colpi di note in una grande festa. «L’idea - spiega l’assessore comunale alle Aree cittadine Ombretta Colli - è di permettere ai ragazzi di suonare e, allo stesso tempo, di sviluppare il senso di appartenenza al proprio quartiere di nascita o residenza».
Il Comune ha già allertato i presidenti di zona. Sono proprio loro, in questi giorni, a selezionare le band più promettenti. La zona 7 è stata la più veloce di tutte e ha già scelto i propri due rappresentanti che, a breve, si scontreranno in semifinale. Le migliori nove formazioni accederanno al festival vero e proprio. «Si svolgerà in un grande parco cittadino fra la fine di maggio e i primi giorni di giugno - continua la Colli -. Sarà una festa per tutta la famiglia, con bancarelle, giochi per i bambini e momenti di aggregazione. La finale sarà organizzata di sera. I musicisti in erba saranno giudicati da una giuria formata da grandi personalità».
In palio per i ragazzi - fra 15 e 25 anni - un cd che sarà pubblicato in 200 copie e la possibilità di girare Milano a bordo dello speciale bus Ecopass sul quale si potranno esibire nel corso dell’estate. «Iniziative come questa - prosegue l’assessore - hanno il merito di allontanare i giovani dalla strada e offrire loro possibilità alternative di divertimento». Un’iniziativa, dunque, fra sociale e divertimento. «Per ora è un progetto pilota - spiega la Colli - ma spero sarà seguita da altri progetti. I giovani ne hanno bisogno: i Centri di aggregazione giovanile e il sostegno scolastico non bastano. Il nostro compito è arricchire l’offerta per evitare che i ragazzi scelgano la strada».
In fondo, però, c’è anche la speranza di scoprire nuovi talenti. «Ci saranno gruppi che nascono spontaneamente nei garage di casa - conclude l’assessore -, ragazzi che amano suonare e spesso non sanno dove farlo. Non dimentichiamo che i Beatles sono nati proprio così».