Dai Giochi 2006 spot mondiale per città e regione

Sergio Maestri

Le sfide restano tante, a cominciare dalla Fiat e al suo indotto nel Torinese, ma è ormai fuori discussione che le Olimpiadi, che il 10 febbraio prenderanno il via a Torino, daranno una forte spinta all’economia del territorio e, come si vedrà, consistente anche a livello nazionale. Uno studio congiunto Unione Industriali di Torino-Università La Sapienza di Roma stima infatti che nel periodo 2005-2009 il Piemonte godrà, grazie alla ricaduta dei Giochi, di un incremento medio del Pil di poco meno del 3%, e di un aumento medio dell’occupazione annua del 2,8%. Miglioramenti con cui la regione aveva perso confidenza se si considera che da 18 trimestri consecutivi il settore manifatturiero registra il segno meno. Questo non significa che le Olimpiadi riaccenderanno automaticamente i motori dell’industria - che soffre nei confronti dell’Estremo Oriente di una grave crisi di competitività - ma che offriranno un terreno più favorevole, più tranquillo, per compiere ciò che gli economisti definiscono non semplicemente «recovery», ovvero ripresa, ma «turnaround», ovvero svolta, cioè uno sviluppo su basi nuove di cui il Piemonte non può fare a meno. Un territorio che immagina il suo futuro come una grande rete, dove la coesione tra le varie aree, e tra le varie province della regione, ognuna con la propria eventuale specializzazione, sia sempre più stretta, quasi a formare un unico grande distretto multisettoriale. In particolare sarà quello delle costruzioni il settore che risentirà di più dell’effetto Giochi, destinatarie di circa il 30% delle risorse complessive, pari a 2,32 miliardi di investimenti pubblici, seguite da alberghi, ristoranti e più in generale il commercio con il 15%, e da una serie di attività che comprendono i servizi alle imprese, quelli immobiliari e di noleggio, che superano il 20 per cento. E le assunzioni seguiranno proporzionalmente questi settori. Ma, come ha ricordato Luca di Montezemolo, presidente di Confindustria e presidente onorario del Toroc, l’evento sportivo rappresenta «una grande opportunità per l’economia italiana», a partire da settori come le infrastrutture e il turismo. In questo quadro si spiega anche il ritorno della fiducia tra gli imprenditori piemontesi, che, secondo una recente indagine di Unioncamere, sono per il 30% ottimisti sulla crescita della domanda, trainata dall’export, nel semestre ottobre 2005- marzo 2006, nove punti in più dei cosiddetti pessimisti. Per l’auto il successo della Grande Punto resta il grande imperativo di quest’anno anche per le prospettive di produzione torinese. L’indotto sta compiendo un doloroso, ma anche proficuo, processo di diversificazione. Il tessile abbigliamento anziché chiudersi di fronte alla minaccia cinese punta a sfruttare le opportunità di quel mercato con nuove alleanze. Il Piemonte insomma si appresta a raccogliere il testimone dei Giochi, che sono anche un immenso spot pubblicitario per il suo capoluogo.