Dai grandi orologi ultracomplicati ai modelli da donna

La prestigiosa manifattura di Le Brassus, accanto ai segnatempo più sofisticati, punta molto su nuove linee dedicate al pubblico femminile

Audemars Piguet sta vivendo un momento decisamente positivo. I dati 2007 parlano di 27.400 pezzi prodotti e di un fatturato pari a 530 milioni di franchi svizzeri (+30% rispetto al 2006). Ancor più interessanti, poi, sono gli obiettivi che si pone la Maison di Le Brassus, tra i quali spicca la razionalizzazione
dei pesi produttivi delle diverse collezioni, che porterà alla riduzione, dal 75% al 62%, dell'incidenza della Royal Oak, in favore, specificamente della linea Millenary, sulla quale la Maison sta spingendo anche in termini di comunicazione.
Ecco perché, quest'anno, al Salone di Ginevra, Audemars Piguet ha privilegiato la collezione resa riconoscibile dalla cassa ovale a sviluppo orizzontale, in due ricercate versioni per polsi muliebri. La prima, denominata Pianoforte, gioca con il quadrante in madreperla su cui è riprodotto l'effetto bianco e nero della tastiera di un pianoforte; un risultato ottenuto mediante un delicato lavoro d'incisione. Le lancette, per non disturbare questo scenario, sono brunite e scheletrate. Il movimento impiegato è l'automatico di ultima generazione realizzato da Audemars Piguet, ossia il calibro 3120 con riserva di carica di 60 ore e calendario a scatto istantaneo. Due le versioni previste su cassa in oro bianco: lucida e satinata con cifre romane ad indicare le ore sul quadrante centrale (edizione limitata a 500 pezzi, 27.800 euro il prezzo); cassa rifinità con pavé di diamanti, presente anche nella zona oraria interna dl quadrante e corona rifinita con cabochon (edizione limitata a 250 pezzi, costo di 51.400 euro).
Non accontentandosi, La Casa di Le Brassus vuole avvicinarsi ancor di più all'ergonomia pura del polso femminile, riducendo dimensionalmente il Millenary, dai 45 x 40 mm del Pianoforte ai 39,5 x 35,5 mm dei modelli Black & White. Due esemplari, con quadrante bianco o nero, che coniugano spirito contemporaneo e fascino retrò, declinati in acciaio con lunetta incastonata da 66 brillanti e cabochon traslucido sulla corona. Il gioco dei contrasti si manifesta sulla cassa lucida e satinata e sul quadrante, suddiviso in due zone: un disco decentrato, argentato chiaro o nero azzurrato, con gli indici arabi, ed una mezzaluna, argentata chiara o nera con motivo sotto smalto, che consente la lettura degli indici romani. Un design moderno, animato da un movimento automatico, calibro AP 2325 (28.800 alternanze/ora, 32 rubini, riserva di carica di 40 ore) e adattato al polso mediante un cinturino in coccodrillo bianco o nero opaco, a seconda delle versioni: il costo del Millenary Black & White è di 10.800 euro.
Il pubblico maschile non ha goduto di minor considerazione da parte della Maison, che ha dato vita, oltre al Royal Oak Concept Evolution in carbonio (cronografo d'avanguardia con tourbillon e riserva di carica di 10 giorni), a due calendari perpetui, uno sempre su cassa Royal Oak in oro rosa e l'altro nell'ambito della collezione Jules Audemars. Ci concentriamo su questo perché celebrativo dei 30 anni dal lancio del primo calendario perpetuo automatico extrapiatto da parte di Audemars Piguet. Il Jules Audemars 30° Anniversario, realizzato in platino, in serie limitata a 90 esemplari, ha il movimento - il calibro 2120/2802, extrapiatto automatico da soli 4 mm di spessore (19.800 alternanze/ora, 38 rubini, 40 ore di riserva di carica)- visibile attraverso il vetro zaffiro adattato sul fondello, il che consente di contenere l'altezza della cassa in 9,15 mm. L'irregolarità dei mesi, di 30 o 31 giorni, viene controllata grazie ad una camma sulla quale sono definite le diverse durate mensili; sullo stesso asse, una seconda ruota, che porta una camma indicante la diversa durata del mese di febbraio, compie un giro in quattro anni e permette così di tenere conto del ciclo degli anni bisestili. Così, l'orologio non dovrà subire alcuna correzione prima del 1° marzo 2100: in quella circostanza, basterà azionare i correttori dislocati sul fianco della cassa. Spettacolare la tonalità del quadrante (il ciclo bisestile è al 12 e le fasi di luna al 6), definita blu toscano, ispirato dal colore con il quali i pittori fiorentini del Quattrocento raffiguravano il cielo animato da figure angeliche, in abbinamento al platino della cassa e all'oro bianco d'indici e lancette: i contatori analogici presentano, poi, un finissimo decoro circolare, in opposizione alla finitura satinata del quadrante. Completa il quadro un cinturino in alligatore con fibbia déployante in platino.