Dai magnati alle pizzerie, ecco chi finanzia i partiti

Roma - Il soccorso finanziario «rosso» delle Coop ai Ds è proseguito anche nel 2006 anche se in misura inferiore rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dalle dichiarazioni dei partiti depositate alla Camera e relative alle donazioni ricevute nel 2006. Le cooperative hanno versato alla Quercia lo scorso anno 228mila euro, una cifra consistente seppure in calo rispetto agli oltre 324mila del 2005.
Tra le altre spigolature si segnala il calo complessivo delle erogazioni liberali nonostante la campagna elettorale per le elezioni politiche. Uno dei partiti più colpiti è stato Forza Italia che ha registrato una flessione delle donazioni del 91% passando dai 16,482 milioni del 2005 a 1,496 milioni. L’imprenditore più munifico è stato Gianmarco Moratti, presidente del gruppo petrolifero Saras, che ha finanziato la campagna elettorale della moglie Letizia Brichetto Moratti con 6,215 milioni di euro. La Lega Nord, invece, conferma il suo appeal nel profondo Nord dove piccoli commercianti e artigiani le hanno confermato il sostegno con donazioni di piccola taglia.
I Ds e le Coop. Le cooperative rosse anche nel 2006 hanno rappresentato una delle principali fonti di finanziamento del partito guidato da Piero Fassino. Su 228mila euro di contributi, però, 200mila provengono da due soli soggetti. La Cooperativa edile Bastia ha donato 100mila euro (stesso importo del 2004) alla Quercia bolognese, mentre la Nuova Costruzioni siciliana di Regalbuto ha erogato la stessa cifra ai Ds di Enna. Il calo del 30% delle donazioni «targate» Coop si spiega con l’assenza di uno dei finanziatori storici del Botteghino, la Manutencoop (socia delle assicurazioni Unipol attraverso Holmo, ndr) che nel 2004 aveva indirizzato verso le casse del partito circa 160mila euro e l’anno successivo circa 170mila ripartiti tra 19 candidati governatori alle regionali.
Forza Italia.
Senza grandi imprenditori al fianco le donazioni languono. È il caso di Forza Italia che l’anno scorso ha registrato una contrazione del 91% delle erogazioni a poco meno di 1,5 milioni di euro. Dagli elenchi presentati alla Camera mancano all’appello alcuni nomi che nel 2005 avevano contribuito notevolmente alle campagne elettorali azzurre. Si tratta di nomi «pesanti» come quello del conte Giannino Marzotto (che nel 2005 aveva donato un milione a testa a Fi e alla Lega, ndr), di Marcellino Gavio (40mila euro nel 2005), di Nicolò Sella di Monteluce (50mila euro). Assente anche Ennio Doris (10mila euro). «Recuperati» alla causa personaggi di spicco come gli imprenditori siderurgici Riva (245mila euro) e Maria Luisa Todini che ha versato 35mila euro nel 2005 dopo averne donati 13mila ai Ds nel 2005 creando non poco scalpore.
Questioni di «famiglia». I legami di sangue hanno influito su alcune cospicue donazioni. Il petroliere Gianmarco Moratti ha erogato oltre 6 milioni di euro per la campagna elettorale della moglie Letizia candidata sindaco a Milano (1,15 milioni direttamente e 5,065 milioni in tre tranche al comitato elettorale). Allo stesso modo, sulle decisioni di Francesco Gaetano Caltagirone ha pesato la relazione tra la figlia Azzurra e il leader Udc Pier Ferdinando Casini. Al partito centrista sono giunti 300mila euro, equamente ripartiti tra il capofamiglia e i due figli Gaetano e Francesco junior. Non bisogna tuttavia trascurare la capacità udiccina di attrarre finanziamenti dalle imprese: nel 2006 trenta diversi industriali hanno elargito 2,327 milioni. Forse un segnale della voglia di grosse Koalition degli imprenditori.
Anche l’amicizia conta: Diego Della Valle, molto legato a Clemente Mastella, ha regalato 100mila euro alla Margherita affidando al fratello Andrea il compito di destinare 150mila euro all’Udeur.
Approcci bipartisan. Alcune imprese per non «sbagliare» hanno voluto accontentare un po’ tutti. È il caso di Autostrade che ha donato 150mila euro a testa ai quattro partiti principali della Cdl e alle tre gambe dell’Ulivo (Ds, Margherita e Comitato Prodi). All’Udeur la società che fa capo ai Benetton ha destinato 50mila euro. Ci sarebbero stati anche i 20mila euro dell’Italia dei Valori, ma in piena bagarre-Abertis il partito del ministro Di Pietro ha pensato bene di restituire il contributo. Idem in Abruzzo: il gruppo turistico Bluserena ha elargito 110.488 euro a 11 partiti ed esponenti locali, mentre la Cantieri Italiani di Pescara ha donato 3mila euro a Ds e Prc e 2mila a Fi.
Quote popolari. La Lega Nord ha confermato il primato delle donazioni popolari provenienti da militanti artigiani e commercianti (carrozzerie, bar e pizzerie). L’erogazione di minore importo tra tutte quelle segnalate alla Camera è di 60 euro dalla Fratelli Giatti di Santa Maria Maddalena nel Polesine. Settanta euro sono arrivati dalla Giuseppe Damiani di Zanica. E sempre nella Bergamasca Palosco si conferma uno dei paesi più fedeli con 14 artigiani che hanno aperto il portafoglio. La Padania ci crede.