Dai mass media antisemitismo strisciante

Scrivo per segnalare come stia diventando un cliché comunicativo, permeato di un antisemitismo che sarebbe eufemistico definire strisciante, quello per cui le notizie su Israele e la Palestina iniziano con il dar conto delle uccisioni mirate di terroristi e comunque delle attività di aggressione dello Stato ebraico, per poi concludersi con la menzione degli attentati terroristici che sono alla base, o che comunque precedono temporalmente, le condotte ritorsive. Anche il 31 ottobre, Radio 24 (nel notiziario delle 10) informava della esecuzione mirata da parte delle truppe israeliane di un palestinese, con il quale, aggiungeva, il numero delle vittime palestinesi era salito a 3, e solo in chiusura di notizia comunicava, come cosa dubbia e senza connessione, la collocazione da parte di costoro di un ordigno esplosivo.
L’esempio riportato è uno dei tanti possibili, poiché le notizie fornite con queste modalità sono la stragrande maggioranza nel panorama dei media. Si avverte la sgradevole sensazione di dire cosa ovvia, e comunque incapace di aprire un varco nel muro di una comunicazione a senso unico, che spiega, e in ogni caso alimenta, l’antisemitismo che i sondaggi di opinione ormai rilevano in misura massiccia.