«Dai Monopoli 50 milioni all’ippica»

A fare dell’ironia, prendendo a prestito il linguaggio calcistico, si potrebbe parlare di una rete fantasma. E, in effetti, al conto finale mancano proprio i gol che confezionano il risultato finale. Nel nostro caso la rete mancata e/o mancante (fate voi) è quella che dal primo luglio scorso avrebbe dovuto supportare le scommesse ippiche ed è ancora allo stato progettuale. A farne le spese tutti gli attori della vicenda: innanzitutto i concessionari che hanno investito oltre 100 milioni per acquisire i negozi e i corner previsti nel bando, poi l’Erario che non incassa quanto previsto. In soldoni la raccolta langue.
Su questo tema Maurizio Ughi, presidente di Snai SpA, è di umore nero: «Se la rete non è funzionante, la responsabilità non può essere attribuita ai concessionari che, in base alle disposizioni di Aams, hanno 18 mesi di tempo per installarla dal momento dell’assegnazione avvenuta fra febbraio e marzo di quest’anno. È stata l’Amministrazione dello Stato, dopo aver indetto una gara nell’ambito della disponibilità fornita dalla Legge Bersani, a fare e disfare. Se riteneva che ci voleva un anno e mezzo per andare a regime, perché ha fissato il d-day al primo luglio? E perché solo pochi giorni prima della fatidica data si è accorta del flop e ha rinviato la scadenza di alcuni mesi? C’è una evidente contraddizione in questo comportamento. A marzo la situazione era già chiara a tutti gli addetti ai lavori che, fra l’altro, non sanno a che santo votarsi per avere la licenza di polizia. In molti casi l’ostacolo più ostico è rappresentato proprio dalla difficoltà di ottenere la licenza di Pubblica Sicurezza secondo l’art. 88 del Tulps. È in difficoltà perfino Sisal che ha una rete capillare e consolidata. È indispensabile un intervento del ministero degli Interni per invitare le Questure di tutta Italia ad accelerare le pratiche».
Sulla nuova rete i dati di fine giugno sono ridicoli in assoluto e in percentuale: su 13.697 punti sportivi ne sono stati aperti appena 25 e soltanto 7 sono le agenzie aperte sulle 210 assegnate dal bando. E quindi? «E quindi – continua Ughi – se Aams non porta avanti una giusta attività di informazione e di sostegno, ci ritroveremo ad ottobre nella stessa identica situazione. Ma non dimentichiamo che i concessionari hanno tempo fino a luglio-agosto 2008 per rispettare i parametri del bando».
Di questo pateracchio, secondo il presidente di Snai SpA, la vittima sacrificale è l’ippica: «L’Unire ci rimette 7-8 milioni al mese, non può permetterselo. E allora ribadisco la proposta che Aams inserisca nella filiera ippica almeno un terzo dei 150 milioni incassati grazie al comparto ippico (100 milioni direttamente dal bando e altri 50 relativi ai servizi in comune con le scommesse sportive) per sostenere il periodo di transizione da una rete di accettazione all’altra. È l’unico modo per uscire da questa impasse e dare respiro a un settore in grossa difficoltà».