Dai no global dei centri sociali ai radical chic di casa a Rai Tre

Gli ultimi arrivati nella galassia dei movimenti anti Berlusconi, almeno sulle pagine dei giornali visto che in realtà esistono dal 2002, sono quelli di «Libertà e Giustizia»: Sandra Bonsanti, Umberto Eco e Gustavo Zagrebelsky. Non hanno una trimurti (né un leader) di riferimento invece i membri del cosiddetto «Popolo Viola», accomunati dal fatto che vanno in piazza indossando indumenti di quel colore. Totalmente invece identificati nel leader i «grillini», esercito personale di Beppe Grillo. Tra il comico genovese e il suo popolo lo stesso rapporto, anche se su scala più grande, di quello che lega il milanese Pietro Ricca (quello che diede del «buffone» al premier) ai suoi compagni di ventura. Nuovo di zecca il partito mediatico di Michele Santoro, Barbara Spinelli e Marco Travaglio «Per legittima difesa». Poi ci sono gli «eterni ospiti d’onore», battitori liberi (sempre contro il premier) che possono di volta in volta associarsi a uno o più gruppi anti premier: Dario Fo, Moni Ovadia e Oscar Luigi Scalfaro. E ancora: gli «Antagonisti», il «Popolo No Tav», gli anarchici, i centri sociali, «L’Italia dei livori» (degnamente rappresentata da Luigi De Magistris e Antonio Di Pietro). Poi ci sono «quelli di RaiTre»: Serena Dandini, Fabio Fazio e Roberto Saviano, leggermente più noti al grande pubblico dei «giustizialisti»: Andrea Camilleri, Paolo Flores D’Arcais e Margherita Hack. Infine, le «donne democratiche»: Rosi Bindi, Lella Costa e Concita De Gregorio.