Dai Papi ai turisti, l’incantevole fascino dei Rolli

Ieri il fruscio di sete e velluti. Oggi quello della carta, di mappe e guide con cui orientarsi. Loro, i palazzi dei Rolli, sono abituati alle visite e ancor più a stupire tra cortili, giardini e affreschi i propri visitatori. Nel secolo d'oro dei genovesi erano principi, papi e ambasciatori oggi sono soprattutto turisti che tra web e letture arrivano a Genova dopo aver già avuto un «assaggio» di un sistema urbanistico, architettonico e artistico unico al mondo tanto da essere annoverato nel patrimonio dell'Umanità Unesco. Patrimonio che continua a vivere ed è fiore all'occhiello dei progetti del Sistema Turistico Locale del Genovesato che si impegna per valorizzare una «Genova fra due orizzonti: mare e monti» con una sinergia tra pubblico e privato e un budget di 800mila euro.
Si inseriscono in un disegno strategico i «Rolli Days» terza edizione ampliata in programma e ambizioni di «Rolli contemporanei». Appuntamento che accompagna sulle tracce dell'antico rivitalizzandone lo spirito di eccellenza nel dialogo con la contemporaneità. Perché se i palazzi di Genova sono stati meta e motivo di ammirazione nel passato oggi non vogliono essere da meno, anzi. Ed ecco domani e domenica, dalle 10 alle 19, una due giorni all'insegna della cultura con l'arte contemporanea in prima fila. Gallerie genovesi e per la prima volta di Milano, Torino e Bologna hanno invitato i propri artisti a studiare progetti site specific per l'occasione, costruendo un mosaico di esperienze che abbracciano la scultura quanto l'installazione video. Il tutto in un fitto programma di performance di danza e concerti che spaziano dalla musica barocca al jazz, con degustazioni dove baccalà e stoccafisso ammiccano al design e visite guidate gratuite non stop in partenza dal bookshop dei musei di Strada Nuova in via Garibaldi. Qui domtina alle 11.30 trenta performer porteranno l'attenzione sui diritti umani sotto l'egida di Pierpaolo Koss, mentre alle 18 a palazzo Imperiale di scena c'è Giua. Capita, questo week-end. Come di riflettere su abitudini e automatismi che ci vedono incrociare ogni giorno sconosciuti familiari che con Corrado Zeni si fanno di ferro o di rileggere la Maddalena Penitente di Canova nel dittico fotografico di Corpicrudi (palazzo Bianco). O ancora di udire un tango e scoprire che a braccetto con le parole di Hegel fa da sfondo al match di Mohamed Alì e Foreman per mano di Giuliano Galletta (palazzo Di Negro) e di «inciampare» nel palazzo di Gerolamo Pallavicini in un'opera di Anish Kapoor, che non è di passaggio ma di collezione privata. Sintomo che i genovesi oggi come ieri sono ottimi collezionisti. Sempre riservati, ovviamente.