Dai pullman ai cestini pranzo, tutti i dati gonfiati della Cgil

RomaC’è da sperare che la Cgil non dica il vero quando dichiara due milioni e 700mila partecipanti. E non perché una tale marea metterebbe a rischio la tenuta del governo. Il potere politico delle piazze, da questo punto di vista, negli ultimi anni è molto diminuito, proprio per l’inflazione da mega eventi. Con una partecipazione del genere a traballare sarebbero semmai le casse della Cgil.
Nemmeno il principale sindacato italiano, la più grande e potente organizzazione privata del Paese, sarebbe in grado di reggere il conto che deriverebbe da una tale partecipazione. Il calcolo è abbastanza semplice. Mettendo in conto un rapporto di uno a uno tra i manifestanti che sono arrivati autonomamente e quelli che si sono appoggiati al sindacato, gli organizzatori di Corso d’Italia si sarebbero fatti carico di almeno un milione di persone. Considerando che organizzazioni dei partiti e dei sindacati concordano nell’individuare il costo del manifestante in trasferta sui 50 euro a cranio, si arriva a più di 50 milioni di euro. Cifra irrealistica, da non tenere nemmeno in considerazione. Lontana dai 15 milioni dichiarati per la mitica manifestazione di Sergio Cofferati.
Meglio allora rifare i conti. Noleggiare un pullman costa mediamente mille euro. La Cgil ne ha dichiarati 4.800. Ammesso che sia così (messi in fila occuperebbero 65 chilometri di strada e sarebbero più o meno la metà di tutto il parco pullman del Paese), si arriva a 4,8 milioni di euro. I treni speciali - per i quali Trenitalia non ha fatto sconti al sindacato - costano mediamente 25-30mila euro. I treni dichiarati sono 40. In questo caso è possibile fare una verifica. Quelli che ieri sono effettivamente partiti sono stati 36, per un totale di 233 vagoni, 223 riempiti, dieci vuoti. Il conto delle ferrovie dovrebbe quindi aggirarsi sul milione di euro. Ci sono poi le due navi dalle isole: 50-60 mila euro. Rimane poi il palco, l’impianto sonoro e quello video, compresi i maxischermi. E lì bisogna affidarsi ad una valutazione a spanne di chi si dedica all’organizzazione di eventi simili. Quelli interpellati dal giornale concordano su 500mila euro. In tutto fanno più o meno 6 milioni e 350mila euro. Rimangono fuori i cestini pranzo per i pensionati che da anni animano le piazze sindacali e altri costi accessori. Con una qualche approssimazione si può quindi arrivare a 7 milioni.
Ma il tutto riporta al vero nodo di questa e delle altre manifestazioni sindacali e politiche, quello dei reali partecipanti. Perché a ben vedere, i mezzi di trasporto dichiarati dalla Cgil rivelano un pezzo di verità. Anche in questo caso il calcolo è semplice. Dando per buono il numero dei pullman (cosa che la maggior parte degli esperti interpellati non fa) si arriva a 264.000 persone trasportate via gomma. E con i treni se ne devono aggiungere 15.610, 2.000 delle navi. In tutto poco meno di 300mila persone trasportate da fuori Roma. Gli altri tutti romani. Se fossero buoni i numeri di Epifani quelli accorsi al circo massimo sarebbero quindi due milioni e 400mila. Praticamente tutti.