Dai Totem il riscatto per l’arte genovese

L'arte, per lui, è una questione di famiglia. Così suo padre, che non ha mai negato una predilezione per l'Ottocento, è sempre stato amico e collezionista degli artisti del suo tempo: Schifano e Perilli, giusto per citarne un paio. La passione per l'arte, in sintesi, in casa Borghese è di lunga data ma nessuno, prima del nostro, aveva pensato di farne un impegno a tempo pieno. Il «nostro» è Antonio Borghese e non ha ancora trent'anni. Per scoprire i suoi obiettivi seguiamo l'insegna sopra il Mercato Orientale per poi trovarci al primo piano di quel palazzo concepito come convento della chiesa della Consolazione ma rimasto incompiuto fino al 1899. Una balconata ci ricorda che siamo nel cuore di Genova: qui regna il silenzio e lo spazio si snoda in diversi ambienti tra volte e soppalchi. Siamo nella sede di ABC-ARTE (via XX Settembre 11 a, Genova) la galleria che Antonio Borghese ha inaugurato con Marcello Lo Giudice - Earth Artist. Un artista che mancava all'appello dal circuito italiano dal 2004, oggi presente alla kermesse veneziana ma comunque più attivo all'estero. La mostra (fino al 26 luglio 2011) sviluppa un percorso in tre atti: dai dipinti, che hanno già il peso specifico di sculture, si giunge ai grandi materassi squarciati e bruciati e poi coperti con strati di colore e smalto saturi. Sono i Totem: coagulo di dramma e distruzione, monito e protezione. Da questi si approda alla possibilità di riscatto: gli stessi materassi - eletti a simbolo di quella guerra non abbastanza intelligente da evitare i civili - generano un tripudio di farfalle in ceramica, segno di un cambiamento e, forse, di un domani migliore. «Vorrei presentare a Genova artisti che non hanno ancora un mercato in Italia, affermati ed emergenti, e far "riscoprire" alcuni nomi», spiega il neo-gallerista annunciando un omaggio a Schifano, e la personale del pittore australiano Lawrence Carroll. «Non tutti sono convinti che l'arte sia un ottimo investimento, ma spiegandolo con valutazioni e risultati d'asta alla mano mi è capitato di trasformare in collezionisti persone che non avrebbero mai pensato di esserlo» spiega il giovane gallerista.