«Dai trasporti alla sicurezza così riconquisterò Monza»

Il candidato sindaco Mariani: «In sei mosse darò scacco matto al malgoverno di Faglia»

Aspettando Walter Veltroni c’è chi organizza un dejeuner sur l’herbe al parco di Monza. Chi? Be’, ma l’architetto Michele Faglia che, telefonino incollato all’orecchio, tenta (vanamente) di convincere «quelli di Roma» che fissare lo show veltroniano alle 16 è, diciamo, parecchio curioso per un’iniziativa elettorale.
Risultato? L’agenda del sindaco della Capitale non si tocca: alle 16 a Monza, alle 21 a Bergamo che, tra l’altro, non va al voto. Decisione incomprensibile per il sindaco Faglia, che non crede ai sondaggi, sia quelli in mano al centrodestra che al centrosinistra. E fa male, osservano i supporter di Marco Mariani: «Stavolta non c’è replay dell’incidente di percorso di cinque anni fa. Monza vuole cancellare quel passato e mettere a riposo Faglia e i suoi pasdaran». Già, la terza città lombarda non vuole restare imprigionata nella morsa del traffico e in attesa di quelle infrastrutture che il centrosinistra non ha mai sostenuto.
«Tema, quello del trasporto, che è cruciale per Monza e per la futura provincia di Monza e Brianza», annota Mariani, 53enne medico, già primo cittadino di Monza dal 1995 al 1997. E che Mariani declina, ad esempio, con la proposta di allacciare la rete urbana dei trasporti monzesi alle linee della metropolitana milanese, «ma occorre pure potenziare la linea Fs Sesto-Monza-Molteno-Lecco per “utilizzarla” come metropolitana della Brianza, con adeguati punti di interscambiabilità tra la ferrovia e la viabilità viaria ordinaria».
Proposte concrete, figlie del fare in un’area tra le più densamente popolate del Paese e che possiede una concentrazione di insediamenti produttivi che è quasi il quintuplo della media lombarda. Come dire: «L’esigenza di sviluppo infrastrutturale è prioritaria». Ma sul tema il centrosinistra che ha fatto? L’immagine del parcheggio sotterraneo in piazza Citterio - bloccato da una sentenza del Consiglio di Stato che individua con chiarezza le manchevolezze dell’amministrazione Faglia - e l’odissea del tunnel di viale Lombardia sono «esemplari - continua Mariani - della presa in giro». «Sulla viabilità il compagno sindaco non ha fatto nulla, tranne che produrre disagi». In verità, sfogliando le cronache locali, si scopre che qualcosina Faglia ha fatto: regalare ai 120mila monzesi l’orario tascabile del servizio ferroviario Milano-Monza.
Ma c’è anche un altro tema che sta a cuore agli elettori chiamati al voto: la sicurezza. Legalità che è imperativo categorico, «Monza ha vissuto con Faglia un doloroso e preoccupante degrado». Lo dicono i numeri: aumento della microcriminalità, aumento del commercio illegale, aumento dei furti e dello spaccio. Faglia fa sapere che su questo tema non tollera l’illegalità, in nessuna sua forma. Parole mai tradotte in fatti: un esempio per tutti è quello del centro sociale di via Boccaccio, «sempre tollerato e mai contrastato da chi doveva fare il bene della città». Il futuro di Monza, come recita lo slogan di Mariani, si gioca dunque in sei mosse - Monza si muove, respira, torna a vivere, vince, lavora e funziona -. Sei mosse che danno scacco al mal governo della sinistra.