Daimler, niente cedola dopo il 2009 in rosso

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Nessuna cedola per gli azionisti del gruppo Daimler e il titolo, alla Borsa di Francoforte, «limita» a un già pesante 5% il crollo al termine di una giornata sicuramente da dimenticare per il numero uno Dieter Zetsche. A pesare sulla decisione del consiglio di amministrazione è stato il rosso di 2,64 miliardi di euro registrato nel 2009, rispetto a 1,41 miliardi di utile dell’anno prima. La perdita accusata dalla casa di Stoccarda supera abbondantemente la previsione degli analisti, cioè di un rosso pari a 1,86 miliardi. Deludente per Daimler, nonostante il dato negativo (352 milioni) sia stato migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno prima (1,5 miliardi di rosso) è stato anche il quarto trimestre. Gli analisti, infatti, si attendevano un utile di oltre 254 milioni. In calo anche le vendite tra ottobre e dicembre, con ricavi inferiori dell’11%. Sui conti hanno pesato, in particolare, i costi di riorganizzazione, ma anche gli oneri legati alla divisione finanziaria che hanno raggiunto i 100 milioni di euro per l’intero 2009.
A Stoccarda il gruppo a cui fanno capo i marchi automobilistici Mercedes-Benz e Smart, e la divisione Daimler Trucks, ha voluto rassicurare le piazze finanziarie e gli investitori, delusi dalla mancata distribuzione della cedola. «Questa scelta - si legge in una nota - è unicamente il risultato di una riflessione sull’andamento del business nel 2009 e non ha relazione con le previsioni del gruppo per i risultati dell’anno in corso, che sono attesi in crescita», ha aggiunto il comunicato, «seppur lontani dai 98,5 miliardi del 2008». Le aspettative, in proposito, sono di un margine operativo netto che dovrebbe tornare a superare quota 2,3 miliardi. Il gruppo ha confermato gli investimenti nel biennio 2010-2011 per 9,7 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, con una spesa in conto capitale che dovrebbe valere 8,1 miliardi.
Zetsche, in un’intervista a Bloomberg tv, si è comunque impegnato «a reintegrare il dividendo nel 2010», sottolineando che l’azienda «intende rispettare la propria politica di pagare agli azionisti il 40% dei profitti conseguiti». Nel 2008, nonostante lo scossone della crisi, Daimler aveva distribuito una cedola di 60 cent per azione.
«Qualche segnale di ripresa - ha aggiunto il responsabile del gruppo tedesco - si sta evidenziando e la crescita nei Paesi emergenti, quali Cina e India, ci porterà benefici». Entrando nel dettaglio, la divisione Mercedes-Benz ha visto i ricavi scendere del 14% a causa della diminuzione delle immatricolazioni, mentre il margine operativo netto è stato negativo per 500 milioni di euro. Il bilancio difficile riferito al 2009 presentato da Zetsche trova le sue motivazioni nella pesante crisi che, lo scorso anno, ha travolto l’economia mondiale, in particolare quella legata al settore automobilistico. Il calo delle vendite ha riguardato soprattutto il settore premium, che vede Mercedes-Benz tra i principali attori. Il mercato si è infatti spostato, complici gli incentivi, su modelli e motorizzazioni di taglia ridotta.