Dalai Lama diventa cittadino di Roma La Cina si «offende»

«Disappunto». In una parola tutta l’irritazione del governo cinese dopo che Roma ha assegnato la cittadinanza al Dalai Lama. «Esprimiamo forte disappunto e ferma contrarietà», fa sapere un portavoce di Pechino, sottolineando la gravità di un comportamento che «offende i cinesi». Oltremodo suscettibili quando si tratta del leader spirituale tibetano. Portatore di un messaggio di pace e fratellanza che evidentemente da quelle parti non piace. Tanto che la portavoce del ministero degli Esteri Jiang Yu si è fatta addirittura minacciosa. «Speriamo che l’Italia prenda sul serio le preoccupazioni cinesi e adotti immediatamente misure efficaci per eliminare l’impatto negativo di questa iniziativa e preservare un sano sviluppo delle relazioni bilaterali». La Farnesina smorza la polemica sottolineando che i Comuni sono autonomi e assumono le decisioni in assoluta indipendenza dal governo. Ennesimo sfoggio di diplomazia di fronte alla prepotenza della Cina.