Il Dalai Lama da Tettamanzi

È arrivato all’aeroporto di Malpensa direttamente da Nuova Delhi ieri mattina e ha passato il resto del tempo all’hotel Principe di Savoia accompagnato dalla sua delegazione. È trascorsa così la prima giornata milanese di Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, massima autorità religiosa del Tibet in visita in città fino al 9 dicembre. Protetto da un cordone di polizia e guardie del corpo, ha rimandato a oggi gli incontri con i rappresentanti delle istituzioni locali e con l’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi.
Superati i timori dei giorni scorsi, quando si pensava che un’accoglienza ufficiale di sua santità da parte della città avrebbe potuto indispettire la Cina e per questo compromettere la candidatura di Milano per l’Expo 2015, sindaco, presidente della Regione e presidente della Provincia hanno deciso di incontrare il Dalai Lama. Il primo cittadino, Letizia Moratti, riceverà il 72enne capo dei buddisti tibetani probabilmente in forma privata. La data è ancora incerta, ma i responsabili di Palazzo Marino assicurano che l’incontro ci sarà. Avverrà invece oggi, nella sede dell’Arcivescovado, l’udienza fra il premio Nobel per la pace e il cardinale Dionigi Tettamanzi.
Di carattere istituzionale sarà il vertice con il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Sempre in forma privata avverrà, invece, la visita del presidente della Provincia. Da Palazzo Isimbardi fanno sapere che Filippo Penati sarà ricevuto dal Dalai Lama direttamente in albergo, alle 14.30 circa. E proprio il carattere informale della maggior parte dei colloqui sta scatenando polemiche nel mondo politico: «Il Dalai Lama avrebbe meritato un’accoglienza diversa». Critica l’atteggiamento prudente del sindaco il capogruppo di Alleanza nazionale in Provincia, Gianfranco De Nicola: «Letizia Moratti - afferma - ha scelto di non scegliere», per il timore di indispettire Pechino e di perdere, così, un voto importante nella gara contro Smirne per aggiudicarsi l’Expo. Parla di clima di indifferenza nei confronti della guida spirituale di milioni di buddisti Pierfrancesco Majorino, consigliere comunale del Pd: «La visita del Dalai Lama meriterebbe iniziative istituzionali - spiega - e non questo atteggiamento debole nei confronti del governo cinese mostrato anche in occasione delle vicende legate a Sarpi-Canonica». Continua il collega Ettore Martinelli: «Ci auguriamo che in questi giorni l’atmosfera di ostentata indifferenza muti radicalmente. Siamo tifosi dell’Expo - dice -, ma non pensiamo che la caccia ai voti debba portare a questi comportamenti». Non ci sta ad accettare simili critiche Pasquale Salvatore, capogruppo dell’Udc a Palazzo Marino: «Trovo inadeguata la posizione del Pd che collega in malo modo la visita del Dalai Lama con la vicenda del quartiere cinese - commenta -. Se il sindaco avesse voluto avere riguardo nei confronti di qualcuno o avesse avuto in passato un atteggiamento impaurito non ci sarebbero stati gli scontri di qualche mese fa». Ma le polemiche non sfiorano neanche la leggendaria calma del popolo buddista. Che accorrerà in massa al Palasharp, da domani a domenica, per partecipare alla tre giorni di lezioni dal titolo: «La via della pace interiore». Sono settemila gli iscritti al ciclo di incontri, in programma domani e sabato - dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 14 alle 16 - e domenica mattina. Molti altri assisteranno, sabato pomeriggio, al conferimento della cittadinanza onoraria di Cologno Monzese.