D'Alema, 31 auto blu alla Farnesina

La legge ne prevede soltanto otto ma il ministero pullula di vetture per direttori, dirigenti, segretari. Costo: 172mila euro l’anno

Roma - Nei giorni delle grida contro gli sprechi, i giorni del grillismo, a Piero Fassino era scappato alla festa dell’Unità: «C’è un ministero che sta vicino allo stadio Olimpico dove venti direttori generali hanno l’auto blu...». Soluzione dell’indovinello: quel palazzo è la Farnesina. Sarà stata una battuta, o una piccola rivincita, ma Fassino aveva detto la verità, assolutamente. Al ministero degli Esteri c’è un tappeto di auto blu. Basta andare a vedere.
Il parcheggio interno della Farnesina è un grigio piazzale circondato da mura littorie, 720mila metri quadrati che si affacciano su una fontana e su 31 auto di servizio. Ventinove blu e due bianche. Sono quelle che erano parcheggiate la mattina di otto giorni fa nel cortile del ministero. Accanto all’ingresso erano in sosta altre due macchine vip, ben lucidate e blindate: quelle del ministro Massimo D’Alema.
Al Giornale risulta che nella sede centrale della Farnesina entrano ed escono 33 auto di servizio, di cui certamente 31 blu (due per D’Alema) e 12 con la sirena. Una concessionaria di auto blu. La legge ne prevederebbe otto per uso esclusivo. Trentatrè meno otto fa 25. Sono in più?
La Farnesina ha risposto confermando sia Il Giornale che Fassino: le macchine di rappresentanza vengono utilizzate anche dai direttori generali. E sono 23. In questo numero, però, non vengono calcolate le otto fornite dal ministero dei Trasporti, che non gravano sulle spese della Farnesina. Gravano però sui cittadini, bisogna aggiungere. Otto auto blu è infatti la fornitura ufficiale di vetture che il ministero dei Trasporti concede agli Esteri «in base a una normativa del 2001 che indica i modi di utilizzo delle autovetture di servizio», spiegano al ministero di Alessandro Bianchi.
Quella direttiva (30 ottobre 2001) prevede che abbiano diritto all’auto blu esclusiva il ministro, i viceministri e i sottosegretari. E infatti il ministero dei Trasporti procura alla Farnesina le auto per D’Alema (una), per i viceministri Danieli, Intini e Sentinelli, per i sottosegretari Craxi, Crucianelli, Di Santo e Vernetti. Si potrebbe polemizzare sull’alto numero di vice di D’Alema (sono 7) e sui costi che ne derivano. Ma tutti loro hanno comunque diritto all’auto blu.
Nel parco macchine della Farnesina risultano però altre 23 vetture, in noleggio per 600mila euro con un contratto firmato il 20 settembre del 2006, a quanto risulta al Giornale. Il costo annuale delle 23 auto, fanno sapere dal ministero, è di 172.992 euro.
Queste auto blu in più vengono usate, spiegano alla Farnesina, «dall’ufficio del Gabinetto del ministro e dall’ufficio del segretario generale». Le «rimanenti 18 dagli uffici di livello dirigenziale generale e dall’ufficio centrale di bilancio». Si sottolinea anche come dal 2006 siano state tagliate 15 auto.La direttiva del 2001 apre anche alle categorie «tecniche» dei ministeri, come i direttori generali. Ma si raccomanda che l’utilizzo non sia esclusivo.
Dopo la denuncia di Fassino, a settembre, si era parlato di un possibile inserimento in Finanziaria di una sforbiciata alle macchine vip, soprattutto a quelle della Farnesina. Ma non si è visto. Nella manovra c’è solo l’ipotesi di una riduzione di cilindrata a 1600 centimetri cubici. Auto blu meno potenti, non meno auto blu.
E intanto alcuni sindacati della Farnesina fanno notare le contraddizioni. «La Finanziaria taglia 500 posti di lavoro all’estero - denunciano Ugl, Rdb e Flp esteri - e prevede la chiusura di 33 sedi, quando si dovrebbe pensare alle spese inutili. Come le auto blu». Per esempio.