D'Alema in Afghanistan: "Senza i militari ogni sforzo per la pace sarebbe vano"

Da Kabul, dove si trova in visita ai soldati italiani, il ministro degli Esteri sottolinea che "l’impegno politico e civile in Afghanistan non sarebbe possibile senza un
presidio militare, che permette di agire in sicurezza". Severo monito a Israele: "limitare o azzerare a Gaza il ricorso alla
violenza e gli attacchi mirati, perché colpiscono i civili". Quanto alla situazione in Libano per D’Alema la vera minaccia è
costituita da al Qaeda più che da Hezbollah<br />

Roma - La minaccia di al-Qaeda in Libano era «molto presente», e la strage di ieri nel campo profughi vicino a Tripoli ne è la prova. Secondo Massimo d’Alema, l’Italia aveva «più volte sottolineato che la minaccia più grave veniva proprio dall’azione di al-Qaeda più che da Hezbollah, che in realtà fino a ora non ha rappresentato una minaccia per le forze internazionali». Per respingere l’offensiva fondamentalista, ha detto il ministro degli Esteri in una intervista al GrRai poco prima di partire per Kabul, dove è arrivato in mattinata, è necessario «ricomporre un quadro di collaborazione tra le forze libanesi». Serve, ha aggiunto d’Alema, «l’unità delle forze politiche libanesi per evitare che nel Paese si rimetta in movimento una spirale di conflitto e di violenza».

Situazione grave in Afghanistan Per D’Alema la situazione in Afghanistan resta grave e l’invio di più mezzi era necessario di fronte agli attentati. Il ministro degli Esteri sottolinea che occorre consolidare una cooperazione tra i Paesi della regione, sia per lo sviluppo che per la pacificazione e la sicurezza. D’Alema salutando poi i militari italiani nella sede di Camp Invicta ha affermato che serve "un impegno non solo militare, ma anche civile".

"Basta violenze a Gaza" Monito di D’Alema a limitare o azzerare a Gaza il ricorso alla violenza e gli attacchi mirati perchè "colpiscono i civili: "Bisognerebbe cercare di rafforzare la sicurezza palestinese e riprendere in mano la situazione. Con i bombardamenti - ha evidenziato - ho paura che non si riprende in mano nulla". Quanto alla situazione in Libano per D’Alema la vera minaccia è costituita da al Qaida più che da Hezbollah.

A colloquio con Karzai È in corso a Kabul un colloquio tra il ministro degli Esteri e il presidente afgano Hamid Karzai. Al termine dell’incontro D’Alema avrà una colazione di lavoro con il ministro degli Esteri Rangin Dadfar Spanta. Nel primo pomeriggio il vicepremier avrà anche un incontro con i famigliari di Ajmal Naqshbansy, l’interprete di Daniele Mastrogiacomo giustiziato dai taleban. A seguire il titolare della Farnesina vedrà anche il ministro della Giustizia afgano Sarwar Danesh e il procuratore generale Abdul Jabbar Sabet. Nell’incontro si parlerà della detenzione del mediatore di Emergency Hanefi. La visita in Afghanistan si concluderà nel tardo pomeriggio: Massimo D’Alema si trasferirà da Kabul ad Islamabad dove avrà incontri politici con le massime autorità pachistane.