D'Alema apre alla riforma della Costituzione

Qualche giorno fa il Pd è sceso in piazza per dire che la Costituzione non si tocca. Oggi D'Alema è possibilista: "Le riforme sulla seconda parte sono
necessarie". E propone una camera delle autonomie, meno parlamentari e una nuova legge elettorale. Gasparri: "Ora ci dà il permesso"

Roma - La Costituzione non è un moloch intoccabile. Lo ha ricordato qualche giorno fa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Del resto è la Costituzione stessa (articolo 138) a prevedere le modalità attraverso le quali è possibile cambiare la Carta. La sinistra è scesa in piazza per dire no al premier: "La Costituzione non si tocca". Per ribadire il concetto Veltroni ha rispolverato Scalfaro. Oggi però un autorevole esponente del Pd, Massimo D'Alema, apre alla riforma dicendo non solo che è possibile ma addirittura è necessaria: "Le riforme sulla seconda parte della Costituzione non sono solo fattibili, ma teoricamente necessarie". D’Alema, intervistato da Rainews24, sottolinea però che la prima parte della carta resta "intoccabile".

Camera delle autonomie e meno parlamentari Fra gli obiettivi indicati da D'Alema c'è quello di dare vita a un’assemblea rappresentativa delle autonomie, ridurre il numero dei parlamentari e dotarsi di una nuova legge elettorale. L'esponente del Pd, però, non vuole sbilanciarsi circa i tempi per raggiungere tali obiettivi. "E' difficile dire se sarà possibile raggiungerli ora il presidente Berlusconi prima dice una cosa e il giorno dopo un’altra".

La riforma del Titolo V Berlusconi nei giorni scorsi aveva replicato alle accuse ricevute ricordando che la sinistra aveva cambiato da sola, a colpi di maggioranza, il Titolo V della Costituzione. Oggi D’Alema è costretto ad ammettere: "È vero che quella riforma fu fatta dal centrosinistra con una maggioranza ristretta. Io all’epoca ebbi dei dubbi, sull’opportunità che fosse veramente fatta. Poi decisi diversamente". Però l'ex premier ci tiene a sottolineare una cosa: "Voglio ricordare che il testo della riforma fu concordato in Bicamerale e votato insieme. Quello che dice Berlusconi è vero a metà. E sinceramente quando lui dice una cosa vera a metà è già un risultato positivo".

Gasparri: D'Alema ci dà il permesso "Dopo la retorica inutile e stantia all’insegna dello slogan la Costituzione non si tocca, anche D’Alema ci concede il suo prezioso permesso per le riforme indispensabili". Lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri. "Nei giorni scorsi - ironizza Gasparri - la sinistra ha dato luogo al festival dell’immobilismo, peraltro richiamando una ben scarsa partecipazione e ricorrendo ad una datata esibizione di Oscar Luigi Scalfaro. Adesso D’Alema ammette che la seconda parte della Costituzione, come noi riteniamo da tempo e come nel passato cercammo di far capire a tutti, ha bisogno di notevoli cambiamenti".