D'Alema: in caso di scosse l'opposizione sia pronta

L'esponente del Pd: "La teoria del complotto del
premier è una scorciatoia che copre
la debolezza del Governo&quot;. E avverte il centrosinistra: &quot;Scosse imprevedibili. Bisogna essere pronti&quot;. Bossi: <strong><a href="/a.pic1?ID=358878">&quot;Finché c'è la Lega niente cospirazioni&quot;</a></strong>

Roma - "Berlusconi è un leader dimezzato". A sparare a zero questa volta non è il segretario del Pd, Dario Franceschini, né il redivivo Walter Veltroni. L'attacco arriva dalle retrovie. Quando meno te lo aspetti ecco che Massimo D'Alema alza la voce e spara: la teoria del complotto del presidente Berlusconi è una "scorciatoia" che serve a coprire la "debolezza" dell’azione di Governo.

L'assalto di D'Alema "Non c’è nessun complotto, naturalmente", ha detto D’Alema. "C’è la condizione del presidente del Consiglio che unisce a una notevole arroganza e violenza verbale una grande debolezza; una debolezza sostanziale, una incapacità di governare il Paese e anche una grande debolezza di immagine, soprattutto sulla scena internazionale". "E' chiaro - ha poi continuato - che quando ci si trova in una condizione così debole, la tentazione di dare la colpa a qualche oscuro complotto diventa la scorciatoia anziché fare i conti con le ragioni di questa debolezza che sono nella fragilità e nei comportamenti del presidente del Consiglio". "Nel centrodestra c’è un malessere evidente e a comandare è la guardia pretoriana, che è Bossi", ha puntualizzato l’ex presidente del Consiglio aggiungendo che si tratta di una condizione tipica da fine impero "quando le guardie pretoriane hanno sempre più potere dei senatori".

L'appello all'opposizione "Nella vicenda italiana potranno avvenire delle scosse", ha poi previsto D’Alema. "Anche perché Berlusconi non è uomo che accetti il declino politico e umano, animato com’è da un mito dell’eterna giovinezza, miti sempre pericolosi...". Senza precisare cosa significhi prefigurare "scosse", l'esponente democratico si limita a presagire "momenti di conflitto, difficoltà anche imprevedibili". "Del resto, le scosse sono così - ha puntualizzato D'Alema - imprevedibili...". "Questo - ha, poi, concluso - richiede che l’opposizione sia in grado di assumersi le proprie responsabilità e anche che sia nella pienezza delle sue funzioni".

Il futuro del Pd "Il miglior segretario è quello che eleggeremo. Il Pd nella sua grande saggezza sceglierà il migliore", ha quindi assicurato D’Alema candidando - dal canto suo - ancora Bersani. "Lo devo confermare tutti i giorni? - ha domandato D'Alema - io ho sempre fatto quello che ho detto e basta che lo dica una volta, non c’è bisogno di ripeterlo". Lucia Annunziata insiste e gli chiede se il ticket per la direzione del partito sarà quello di Letta e Bersani e D’Alema glissa: "Le darò una risposta non soddisfacente ma di congresso se ne parlerà dopo i ballottaggi, giustamente in questo momento abbiamo il dovere di vincere le elezioni e siamo impegnati in questo".

Repliche del Pdl "Ma di quali scosse sta parlando D’Alema? La sinistra non vuole forse rispettare il voto democratico liberamente espresso dagli elettori? L’ipotesi più probabile è che D’Alema abbia sofferto un colpo di caldo", ha immediatamente ribattuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Secondo il vicepresidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, è "indubbio che negli ultimi mesi il dibattito all’interno del Pd si sia fatto 'elettrico' a causa della crisi di identità e di leadership, e che ciò induca Massimo D’Alema a parlare di 'scosse' e a invocarle per quanto riguarda il governo", ma sono "tutti fenomeni che riguardano la sua parte politica, non la maggioranza che sostiene il governo, che è in ottima salute". "Anzichè parlare di minacce, di attentati alla libertà di stampa, di scosse e di altri improbabili smottamenti - conclude Bocchino - sarebbe bello se l’opposizione fosse cosi matura da parlare di riforme, dialogo e dibattito".