D'Alema sfida Bush: su Kabul rispondiamo solo al parlamento

Ancora uno strappo tra ministro degli Esteri e Usa. Il vicepremier risponde all'invito che il presidente americano ha rivolto agli alleati impegnati contro il terrorismo in Afghanistan: "Le nostre forze armate si muovono sulla base delle decisioni del
parlamento, non di altri"

Islamabad - Il ministro degli Esteri si schiera di nuovo con la sinistra radicale e torna ad attaccare gli Stati Uniti sulla missione in Afghanistan. Ormai la divaricazione in politica estera tra Roma e Washington è sempre più marcata. "Se il presidente Bush vuole chiedere qualcosa all’Italia, lo potrà fare personalmente quando sarà a Roma il prossimo 9 giugno". Così D’Alema ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulle ultime dichiarazioni di George Bush riguardo all’impegno degli alleati in Afghanistan (Kabul, Bush bacchetta gli alleati). «L’impegno italiano in Afghanistan continuerà sulla base delle decisioni del nostro parlamento - ha detto D’Alema in una conferenza stampa ad Islambad - Tra pochi giorni riceveremo il presidente Bush, se vorrà chiedere qualcosa lo farà di persona, non attraverso i giornalisti. Discuteremo direttamente con lui». Il titolare della Farnesina ha quindi ripetuto che la missione italiana si svolge sulla base delle decisioni del Parlamento: «Non dobbiamo rispondere a nessuno, noi rispondiamo al Parlamento. Le nostre forze armate si muovono sulla base delle decisioni del Parlamento, non di altri».

"Perdita civili inaccettabile" «La perdita di civili è inaccettabile e allo stesso modo non utile se vogliamo catturare i cuori e le menti della popolazione». Lo ha ribadito il ministro degli Esteri al termine dell’incontro con il ministro degli Esteri pachistano Mian Kurshid Mahmud Kasuri. Il titolare della Farnesina ha riferito che anche nell’incontro di ieri a Kabul con il presidente afghano Hamid Karzai ha ripetuto la richiesta italiana che è quella «di essere molto cauti» nelle azioni militari contro i taleban che sempre più spesso causano perdite tra i civili. «Noi abbiamo bisogno del consenso della gente afghana», ha infatti aggiunto. Il vicepremier ha riferito anche che il presidente Karzai gli ha confermato che «considera utile avere negoziati diretti con una parte degli insorti, quelli che ovviamente sono pronti a smettere i combattimenti e aperti al negoziato». A conferma di ciò ha aggiunto che il piano di riconciliazione nazionale elaborato dal governo afghano viene «incoraggiato» dall’Italia.

"Proteste contro Bush? Non mi occupo di ordine pubblico" «Non mi occupo di ordine pubblico». Con questa battuta D’Alema ha liquidato i giornalisti che gli chiedevano come valutasse le manifestazioni anti-Bush programmate a Roma in occasione della visita del presidente americano. Manifestazioni alle quali hanno dato adesione anche alcuni parlamentari della maggioranza. Dopo aver ascoltato la domanda, aver allargato le braccia facendo capire che non voleva rispondere ad una domanda di politica interna, il ministro degli Esteri si è allontanato di un paio di passi, quindi la battuta: «Non mi occupo di ordine pubblico».