Dall’Africa alla Bolivia, quando la moda è un incrocio di culture

Maria Egizia Fiaschetti
Alta Roma dà alla città un respiro internazionale, facendo interagire culture diverse. Nord e sud del mondo a confronto, per mixare le identità e reinterpretare in chiave moderna le tradizioni. Teatro dello scambio globale, il museo Hendrik C. Andersen, che ospita - da ieri al 1° aprile - la personale di George Lilanga di Nyama. Definito il «Picasso d’Africa», Lilanga, è considerato il massimo artista africano contemporaneo.
Nelle sue opere arte e moda si fondono, in una sinfonia di colori vivaci e forme dinamiche. La mostra raccoglie oltre cento lavori, dai primi esperimenti su pelle di capra e lastra di metallo, fino ai batik e agli oli su masonite e faesite. Ricerca dei materiali e soggetti di pura tradizione africana, come gli «Shetani», spiritelli dispettosi e pieni di energia. Forme ipnotiche che hanno ispirato i graffitisti newyorkesi, come Keith Haring. Altro elemento tipico delle sue creazioni sono i titoli, ironici e dall’appeal metropolitano. Un linguaggio che è diventato un vero e proprio slang, popolarissimo tra i giovani. Inedita la sua visione dell’Africa, lontana dai cliché della schiavitù e della miseria. Un’immagine solare e al passo con la globalizzazione. Ospite di Alta Roma anche la Bolivia, partner dell’Istituto europeo di design in un progetto di cooperazione culturale. La collezione «Gli angeli vestono Bolivia», che ricorda i suoni e la magia della terra sudamericana, chiuderà la kermesse di Alta Roma all’Auditorium il 30 gennaio.
Romanticismo siciliano e dandismo inglese è, invece, il concept della moda di Marella Ferrera. «Omaggio a Lady Chatterley», in passerella il 27 gennaio al Tempio di Adriano, propone una donna fragile e romantica, ispirata alla pasionaria del Novecento. Macramè, rafia, lino, chiffon sostengono le armature dell’elegante guerriera. Ad Alta Roma c’è poi spazio anche per le sfilate collettive. Tema, il beach couture. Quattro celebri maison italiane - Bluemarine, Fisico, Just Cavalli e La Perla - combattono a colpi di lussuosi costumi da bagno, per nostalgiche della Dolce Vita e dive internazionali. Mascolina, invece, la moda di Gattinoni, frutto di un gemellaggio creativo tra la griffe e la compagnia aerea Mistral Air. In linea con il look militare del momento, ispirato ai pastrani dei soldati e alle uniformi ussare, la donna di Gattinoni si trasforma in un aviatore chic. Spalle impunturate dal taglio sartoriale, tipicamente maschile, per montgomery e giacche. Ciliegina sulla torta nuziale, mai mangiata, l’abito da sposa realizzato dal guru dell’alta moda, Fausto Sarli, per Gina Lollobrigida. In mostra il 27 gennaio a Palazzo Incontro, il modello rosa geranio, che non è stato di buon auspicio per l’attrice, sarà messo all’asta e il ricavato andrà in beneficenza.