Dall’Aids ai disoccupati: ecco il teatro sociale

Tra i debutti della settimana il lavoro diretto da Baliani coi ragazzi di Nairobi e «FIATo sul collo» di Ulderico Pesce

Laura Novelli

Ci sono problematiche di forte rilevanza sociale. Ci sono schermaglie amorose che riflettono situazioni sentimentali diffuse. Ci sono esperienze umane emblematiche ieri come oggi. Gli spettacoli attesi in città per questa settimana offrono, dal punto di vista dei contenuti, un ventaglio davvero eterogeneo di proposte e, in alcuni casi, si fanno anche carico di soluzioni formali nuove e affascinanti. Come capita, ad esempio, in Cani di bancata, l’ultimo lavoro di Emma Dante che debutta stasera al Palladium, ospite del RomaEuropa Festival. Diciamo subito che si tratta di un evento da non perdere. Non solo per la cocente attualità del tema trattato, la mafia e i suoi rituali, ma soprattutto per il linguaggio estremo, visionario, coraggioso con cui la regista-autrice palermitana e la sua compagnia lo affrontano, ipotizzando una geografia italiana capovolta e una Sicilia settentrionale dove cani rabbiosi si affannano dietro ad avanzi di cibo: lucida metafora del potere mafioso e delle sue pericolose infiltrazioni nel cuore della politica (repliche fino al 9 dicembre).
Di grande interesse è anche il progetto che Marco Baliani presenta al Vascello sempre da stasera: dopo lo straordinario successo di Pinocchio nero (Premio Speciale Ubu l’anno scorso), l’attore-regista porta ancora in scena le ragazze e i ragazzi di Nairobi per raccontare, stavolta, l’Africa flagellata dall’Aids. Clownerie, danza, musica, canzoni hip-hop danno forma ad uno spettacolo (lo producono l’Amref e il Teatro delle Briciole di Parma) destinato a toccare i nostri cuori e a far parlare a lungo di sé.
Altrettanto attuale suona poi il titolo del più recente monologo di Ulderico Pesce: FIATo sul collo, resoconto disperato e umanissimo che, in cartellone al Piccolo Jovinelli da stasera al 23 dicembre, affonda le sue radici nel tema del lavoro negato (più che precario), fotografando la vicenda di una coppia di operai dello stabilimento Fiat di Melfi.
Voltiamo decisamente pagina con l’intenso monologo che Rossella Falk (autrice e interprete, regia di Fabio Battistini) dedica a Maria Callas in Vissi d’arte, vissi d'amore, viaggio nella sensibilità di un’artista e di una donna unica affrontato sulla scia di interviste, di brani musicali e soprattutto di ricordi personali accumulatisi in vent’anni di profonda amicizia (al Piccolo Eliseo da domani). Scandaglia invece le contraddizioni più comuni del rapporto uomo-donna, con un occhio particolare per le volubili oscillazioni dell’animo femminile, la godibile commedia di Nini Salerno Bersagli di vetro che approda sul palcoscenico del Valle (debutto anche questo fissato per stasera) nell’allestimento di Lorenzo Gioielli con Franco Oppini, Barbara Terrinoni e lo stesso Salerno per interpreti. Ancora sentimenti sotto i riflettori del Vittoria, sala dove venerdì sera arriva Vuoti a rendere di Maurizio Costanzo: storia agrodolce di una coppia non più giovane, interpretata da due attori di grande mestiere quali Valeria Valeri e Paolo Ferrari, che viene sfrattata dal figlio e si trova improvvisamente a fare i conti con il passato e con le inevitabili minacce della nostalgia (firma la regia Giancarlo Zanetti).
Ruota, infine, intorno alla figura di una bambina autistica innamorata della vita e della bellezza del mondo «Faccia da cucchiaio» dell’inglese Lee Hall (lo ricordiamo per la bella sceneggiatura del film Billy Eliot) che Marco Carniti allestisce al Teatro Colosseo Ridotto con la brava Melania Giglio protagonista (da stasera al 17 dicembre).