Dall’Aquila a Carrega Ligure per il posto fisso

«Ma lei l’ha mai fatto un concorso pubblico? Lo sa cosa significa avere un contratto a tempo pieno, a tempo indeterminato?». Significa avere «certezza del futuro» e per quella certezza Luca Speranza, Laurea in Scienza della pubblica amministrazione, a 30 anni, sta per andare a vivere a Carrega Ligure, borgo di montagna di 98 abitanti (9-10 in inverno), a 1.089 metri di quota, nel cuore dell’Appennino Ligure, in provincia di Alessandria, Basso Piemonte, a sette ore e 587 chilometri da casa. Perché Luca è nato e vissuto sempre a San Panfilo, frazione di Ocre, in provincia dell’Aquila, Parco Naturale Sirente-Velino, zona devastata dal terremoto del 2009, che della ricostruzione, finora, ha visto poco o niente. Luca ha vinto un concorso pubblico bandito dal Comune di Carrega a dicembre. In 80 hanno presentato la domanda; 45 si sono presentati alle prove scritte (nell’aula consiliare della Comunità Montana Terre del Giarolo, a pochi chilometri da Carrega) e sette sono stati ammessi alle prove orali, il 20 gennaio. Luca è stato il migliore e sarà assunto, unico impiegato, vero e proprio factotum, di quel grumo di case della provincia di Alessandria frantumato in 11 frazioni. Farà di tutto: da spalare la neve per garantire l’accesso al municipio fino alla redazione del bilancio comunale, «quando avrà maturato la necessaria esperienza e acquisito il titolo per poterlo fare», precisa il sindaco, Guido Gozzano.
«Non sarà semplice vivere lassù», ammette Luca che pure viene da un paese di montagna, «ma - aggiunge - oggi non è immaginabile rifiutare un posto fisso. Lei ci pensa: ho un contratto stabile, un lavoro sicuro. E poi - confessa - è un punto di partenza, non è un punto di arrivo». Lo dice ripetendo di non capire «lo stupore per questa scelta, che è normale, assolutamente normale». Aggiunge che non vuole che si parli di lui, che non vuole «una notorietà che non ho fatto nulla per avere». Per lui, che ha fatto decine di concorsi in giro per l’Italia prima di vincere quello di Carrega, «è normale andare dove c’è il lavoro». Finora ha fatto un po’ di tutto: dagli stage senza stipendio a lavori nel settore legislativo. «Questo concorso - confessa - non pensavo proprio di vincerlo». Luca arriverà a Carrega domenica, forse lunedì, ed entrerà in servizio «prima possibile, uno, massimo due giorni», anticipa il sindaco che conta sulla laurea di Luca per risolvere subito un problema: rimuovere gli ostacoli che finora gli hanno impedito di concretizzare la sua provocazione. Vuole vendere a un euro le case del paese abbandonate dagli emigrati e ora ridotte a ruderi. Difficilmente Luca ne comprerà una: come il suo predecessore, andato in pensione qualche mese fa, non vivrà a Carrega. Ha trovato casa a Cabella Ligure, paesino anch’esso della Val Borbera, piccolo, piccolissimo anche lui, ma con qualche negozio e la stazione delle corriere, a otto chilometri dal «suo» municipio e dal suo «lavoro sicuro».