Dall’armistizio all’approvazione della Costituzione

8 settembre 1943
Armistizio tra l’Italia e gli Alleati, fuga del re Vittorio Emanuele III e del governo Badoglio a Brindisi: i tedeschi attuano il piano per l’occupazione dell’Italia
9 settembre 1943
Sbarco alleato a Salerno
28/29 gennaio 1944
Il congresso dei partiti antifascisti a Bari si pronuncia per l’abdicazione immediata del re e la convocazione di una Assemblea Costituente alla fine della guerra
13 marzo 1944
Palmiro Togliatti, segretario del Pci, propone un governo di unità nazionale e il rinvio alla fine della guerra della decisione sulla questione istituzionale
giugno 1944
Liberazione di Roma, Badoglio costretto alle dimissioni e nomina da parte del re del governo presieduto da Ivanoe Bonomi, emanazione del Comitato di Liberazione Nazionale
26 dicembre 1944
Il gabinetto Bonomi delega al Clnai i suoi poteri nell’Italia occupata
25 aprile 1945
I tedeschi e i fascisti abbandonano Milano. Mussolini, catturato mentre tenta la fuga, è ucciso insieme ad altri gerarchi. Liberazione dai nazifascisti e fine della guerra
dicembre ’45
Primo gabinetto di Alcide De Gasperi, leader della Democrazia Cristiana
maggio 1946
Vittorio Emanuele abdica a favore del figlio Umberto II
2 giugno 1946
Prime elezioni a suffragio universale (anche femminile) per l’Assemblea Costituente e referendum su monarchia e repubblica (che prevale per circa 2 milioni di voti). Capo provvisorio dello Stato è eletto Enrico De Nicola
22 dicembre 1947
Approvazione della Costituzione della Repubblica (che entra in vigore il 1° gennaio 1948)