Dall’arresto nell’85 alla fuga a Londra in treno

Gordievsky è stato il più alto ufficiale dei servizi russi ad aver collaborato con l’Occidente

da Milano

Oleg Antonovich Gordievsky, nato nel 1938 a Mosca, è l’ufficiale del Kgb di grado più alto ad aver mai defezionato in Occidente. Il suo primo incarico all’estero è da diplomatico, a Berlino Est nel 1961, poco prima della costruzione del muro. Entra nel Kgb nel 1963 e viene mandato all’ambasciata sovietica a Copenhagen.
Nel suo soggiorno danese Gordievsky, amareggiato dall’invasione della Cecoslovacchia del 1968, viene contattato e reclutato dall’Mi6. Nel 1982, il suo valore per gli inglesi aumenta di colpo, quando viene nominato rezident per l’Inghilterra, presso l’ambasciata sovietica a Londra.
Dopo tre anni, i suoi colleghi sovietici gli intimano di rientrare a Mosca (22 maggio 1985) e lo arrestano nella dacia di un suo superiore. L’Mi6 sospetta che sia stato Aldrich Ames a rivelare ai russi il doppio gioco di Gordievski. Viene interrogato dai servizi segreti sovietici per settimane e gli si dice che non lavorerà mai più all’estero. Poi, siccome aveva resistito agli interrogatori e non si trovavano prove convincenti contro di lui, lo si lascia tornare a casa, nel giugno 1985. Riesce, il 19 luglio 1985, a eludere la sorveglianza del Kgb e a salire su un treno fino alla frontiera finlandese, dove macchine diplomatiche inglesi lo trasportano in Finlandia.
Poi, via Norvegia, arriva a Londra. Sua moglie e i suoi figli, all’epoca in vacanza in Azerbaijan, lo raggiungeranno a Londra sei anni dopo. I suoi libri sul Kgb sono considerati fra i migliori e i più affidabili sull’argomento.