Dall’arte dei consulenti al tratto del Caravaggio

L’amministratore delegato Corrado Passera profonde ogni sforzo ma elaborazioni e studi industriali potrebbero rivelarsi insufficienti per completare il «dipinto» di San-Intesa. Da qui la prospettiva, visti i variegati interessi da contemperare, di affiancare all’«arte» dei superconsulenti quella, evidentemente più convincente, del Caravaggio. Ci potrebbero essere, infatti, anche due tele del grande pittore nato nell’ultimo quarto del Cinquencento nella contropartita offerta alle Fondazioni per vincere le ritrosie sui rapporti di forza decisi dai cda a fine agosto. La ragione è intuibile: sebbene il vertice Sanpaolo fatichi a placare l’animosità dei propri grandi azionisti rispetto alla convinzione di essere stati penalizzati, modificare il concambio significherebbe per Passera dispiacere ai propri «principali elettori». A partire dai francesi del Crédit Agricole cui fa capo, insieme al 17% di Intesa, un sostanziale diritto di veto sulle operazioni straordinarie del gruppo. Meglio, quindi, attingere alla «galleria» del nuovo gruppo per offrire alle Fondazioni compensazioni alternative, come appunto le tele di Michelangelo Merisi, di grande valore sia pittorico sia finanziario.