Dall’auto al tempo ecco tutto ciò che si usa insieme

Carovita, solitudine, inquinamento, sprechi? La ricetta per combatterli si chiama «condivisione». Ma non è la sola cosa che si compera o si usa in comune. Ecco le altre cose che ci possono condividere:

Lavoro: a Milano, in zona Lambrate, sta per nascere il primo cohousing di lavoro: è una struttura che potrà ospitare anche quaranta imprese avviate, botteghe e studi professionali che avranno il vantaggio di non dover pagare alcun affitto.

Automobile: è già abbastanza diffuso il carsharing, cioè l’affitto della quattroruote. La formula, molto usata nel Nord Europa e meno nel nostro Paese (ma sta prendendo piede specialmente nelle grandi città), è semplice: dà la possibilità di affittare un'automobile quando serve, anche per un'ora soltanto. E i pro sono notevoli: meno traffico e gas di scarico e, soprattutto, un risparmio rilevante. I prezzi variano a seconda dei luoghi, ma sono comunque davvero convenienti. «Noleggiare» una Panda a Roma (dove, dopo il successo dell'esperimento nel III Municipio, si sta pensando di allargare il carsharing al centro storico) costa, per fare un esempio, 1.80 euro all'ora e 30 centesimi al chilometro, oltre ai 100 euro per l'abbonamento annuale al servizio più altrettanti di cauzione. Molto poco, quindi, rispetto all'esborso che comporta possedere un'automobile. Certo non è cosa per pigri. Perché non si arriva sotto casa: la vettura si prende e si lascia in un posteggio apposito.

«Spesa in comune»: si stanno moltiplicando i Gruppi di Acquisto Solidale: le «squadre» anche di cinquanta famiglie che abitano nello stesso rione, paese o condominio e tutte insieme molto appassionatamente si mettono d'accordo (dividendosi i compiti) per fare acquisti «all'ingrosso» e direttamente dal produttore, evitando supermercati e grandi marchi. Il primo Gas è nato a Fidenza oltre dieci anni fa. Ora ce ne sono 170 in tutta Italia collegati in una rete, ma ognuno con le proprie regole e caratteristiche. Come funziona l'organizzazione? Le famiglie si incontrano una volta ogni 15-30 giorni, a seconda dei casi, mettono a punto una lunga lista del necessario e via a comperare dall'agricoltore della zona. Risultato: si mangia bene, assolutamente biologico, si aiutano i piccoli produttori e si risparmia.

Tempo: la filosofia delle Banche del tempo diffuse sul territorio nazionale è questa: io ti offro un'ora di mattina per accompagnare il tuo bimbo all'asilo, tu mi ripaghi la sera «ritirando» mio figlio da scuola. Sono una sorta di associazioni di volontariato promosse e sostenute in genere dai Comuni, ma anche da associazioni, sindacati, imprese o gruppi informali di cittadini. Il fine è lo scambio di ore libere. Basta iscriversi e indicare cosa si è in grado di offrire, come piccoli lavori di manutenzione della casa, cucina, stiro, accompagnamento anziani o baby sitting.