Dall’entroterra alla città sull’antica via dell’acqua

Come fare in modo che Genova non faccia cultura solo in centro ma anche fuori? Questa è la domanda che si è posto l’assessore comunale alla cultura Andrea Ranieri e alla quale hanno dato risposta tre anni fa Mirco Bonomi e Mauro Pirovano proponendo il «Festival dell’Acquedotto».
«La proposta mi ha convinto - dice Ranieri - proprio per il collegamento che si andava a creare tra il centro e il suo entroterra. Quindi malgrado il 40% di risorse in meno abbiamo confermato i nostri contributi a questo festival che è uno dei miei preferiti, proprio perché mi piace il legame con la Val Bisagno. Lo scorso anno la cosa ha funzionato ed ha dato risultati significativi, quest’anno non potrà che essere meglio». Tutto all’insegna del positivismo, ancor di più nelle parole di Mirco Bonomi e di Pirovano che affermano: «C’è stata una vera e propria ostinazione verso questo festival, costruito non solo sulle nostre scelte artistiche, ma sull’ascolto delle associazioni del territorio che collaborano con noi fervidamente».
Ed ecco che questa terza edizione parte innanzi tutto con due laboratori teatrali fino al 31 luglio, il primo a cura di Simone Repetto, Il suono della parola. Dal racconto scritto alla riscoperta del racconto orale, e il secondo a cura di Valeria Campo, Dalla maschera al clown. Scoprire la sublime bellezza del ridicolo.
Ma veniamo al resto, quattro sono gli appuntamenti pomeridiani con brevi escursioni a carattere storico ambientale sull’antica strada dell’acqua dall’alta Val Bisagno al centro storico della città. Le date sono il 14, il 16, il 18 ed il 23 luglio alle 18, al termine degli itinerari appuntamento con Bonomi, Pirovano e Marco Cambri che intratterranno il pubblico con le stondaiate sul condotto, tra aneddoti, ricordi e racconti sulla cucina tradizionale. Per quanto invece riguarda gli spettacoli serali sono cinque le date all’insegna sia del teatro di narrazione che di denuncia, sia del cabaret che della commedia. Per questi sono stati scelti posti simbolo della Val Bisagno come del centro città.
Ecco che venerdì 15 presso le ex officine Guglielmetti Pirovano si esibirà in L'unità d'Italia vista dal buco della serratura, mentre domenica 17 presso l’Oratorio di S. Antonino il Teatro dell’Ortica presenta Quando le cose si dimenticano riaccadono di Armando Misuri, testo forte raccontato da chi il manicomio l’ha visto da dentro, lo ha vissuto e ne è uscito salvo. Martedì 19 in piazza Suppini Andrea Pierdicca mette in scena Il fiume rubato un racconto sul disastro ambientale dell’Acna di Cengio, venerdì 22 nell’ampio spazio circostante la suggestiva chiesa di S. Siro di Struppa arriva lo spettacolo del Lunaria Teatro Giuseppe Marzari.
A chiudere domenica 24 nel chiostro della cattedrale di San Lorenzo, la Compagnia Kabaret Criminale con la bravissima Simona Guarino insieme a Mauro Bozzini sarà Le baccanti. Gli spettacoli iniziano tutti alle 21.30 e sono gratuiti.