Dall’Europa lezioni di mobilità e cura del design

da Detroit

Sugli stand e tra le luccicanti auto del Salone di Detroit soffia un vento deciso, quello che porta lo Spirit of Freedom, la mobilità che si traduce in libertà, che gli americani avevano da tempo messo da parte. Auto più piccole, quindi, ma curate nel design, e la scoperta del diesel per quelle più ingombranti. Impossibile ipotizzare le dimensioni dell’effetto che una conversione al diesel potrebbe avere sul mercato Usa. Favoriti partono gli europei. Lo si intuisce subito, a esempio, sullo stand Audi, dove al centro dell’attenzione ci sono due colossi a gasolio, i concept Q7 con il motore 6.0 V12 da 500 cv e il modernissimo 3.2 V6 che monta la modernissima tecnologia Bluetec che abbatte del 90% le emissioni di ossidi di azoto. Sul mercato Usa, che Audi vale il 10% della produzione, arriveranno entro il 2008. Ma Bluetec è patrimonio comune anche di Volkswagen e Mercedes, ed è proprio quest’ultima a presentare la E320, in arrivo sul mercato, e il gigantesco GL 420 (V8, 290 cv) Vision equipaggiati dei nuovi turbodiesel. Prima mondiale anche per la concept Ocean Drive, imponente cabrio a 4 porte realizzata sul pianale della Classe S. Per il secondo tentativo di sbarco della Smart in Usa, previsto nel 2008, DaimlerChrysler ha scelto questa volta una rete di vendita autonoma, di proprietà del «mago» Roger Penske, convinto che con concessionari selezionati e nelle aree strategiche, la city-car troverà la sua consacrazione anche qui.
Se Smart può rispondere alla crescente domanda americana di auto più piccole, c’è invece un nuovo gigante destinato a soddisfare ben altre esigenze: è la Rolls-Royce Drophead, cabrio a due 2 e 4 posti, che verrà prodotta in 200 pezzi l’anno, quasi tutti destinati agli Usa a un prezzo abbondantemente sopra i 300mila dollari. Con questo modello la Rolls dovrebbe cominciare a dare soddisfazioni ai vertici del Bmw Group, totalmente assorbiti, a Detroit, dalla prima mondiale della Serie 3 Cabrio, il modello che va a completare la famiglia più popolare della casa bavarese. Osservando la Cabrio insieme alla Berlina, alla Touring e alla Coupé è facile affermare che siamo di fronte alla più bella gamma mai prodotta della Serie 3. Negli americani, ora finalmente più sensibili ai consumi, grande interesse ha suscitato la Hydrogen 7; altrettanto, anche se per motivi diversi, ne ha generato la Mini di seconda generazione, presente anche con una versione cabrio speciale, la Sidewalk. Altra importante novità la troviamo alla Porsche, che rinnova il Suv Cayenne con pochi interventi stilistici e potenziamento ulteriore dei tre propulsori, che hanno adesso potenze da 290, 385 e 500 cv.
Animata da un nuovo sacro fuoco per il design, la Ford, che per i nuovi modelli domestici, sotto questo profilo, ha un po’ deluso (si salva la bella Lincoln MK-R realizzata dall’inglese Peter Horbury), recupera con i marchi europei. Con Volvo, prima di tutto, che presenta con due anni di anticipo sulla commercializzazione, la cross-country XC60, muscoloso e slanciato crossover che potrebbe meritare la palma di più bella auto del Salone. Rompe definitivamente con lo stile «british» la concept CX-F, anticipatrice, nelle forme, della prossima Jaguar S Type. Salone celebrativo, infine, per Lamborghini, che festeggia il record storico di oltre 2mila vendite nel 2006.