Dall’Europa un primo sì alla riforma di Bankitalia

Per Claude Trichet, presidente della Bce, il mandato di sette anni al governatore è in linea con le banche centrali. Il commissario Ue McCreevy: «Stiamo esaminando il caso Italia»

da Cernobbio

La riforma di Bankitalia non dispiace alla Banca centrale europea. Parola di Jean Claude Trichet, presidente della Bce, intervenuto ieri al Workshop Ambrosetti di Cernobbio. «Non posso dare un parere personale - ha detto il banchiere centrale - ho guardato il progetto presentato dal ministro Siniscalco e posso solo dire che il mandato di sette anni al Governatore è in linea con il consensus delle banche centrali».
Venerdì il Consiglio dei ministri ha riformato il mandato del Governatore centrale, senza porre un vincolo di età all’incarico, come invece si ipotizzava in un primo momento. Il governo ha anche deciso di modificare l’azionariato della banca di via Nazionale, attraverso la cessione al governo e agli enti locali delle quote di Bankitalia, ora in mano ad alcune banche private.
La gestione Fazio è stata fortemente criticata dopo lo scandalo legato alla pubblicazione di alcune intercettazioni telefoniche tra Fazio e Gianpiero Fiorani, ex amministratore delegato di Banca popolare italiana, impegnato nella scalata a Banca Antonveneta. Trichet ha anticipato che il giudizio complessivo sulla riforma verrà dato solo nei prossimi giorni, perché spetta al Consiglio direttivo dell'Eurotower: «La Banca d’Italia è membro del sistema delle banche centrali europee - ha detto Trichet - e quindi secondo i trattati dobbiamo dare la nostra opinione su questa proposta di riforma. L’esame sarà avviato a partire da lunedì prossimo: sono sicuro - ha detto il numero uno della banca di Francoforte - che Siniscalco ha già inviato il testo della riforma. Già da lunedì ci metteremo al lavoro. Il documento verrà dato subito all’ufficio legale affinché ci diano un parere sulla base dei trattati, e successivamente al Direttorio. Fin qui la procedura. Ancora non sappiamo quale sarà la dialettica con Roma», ha concluso.
Sul ruolo di Bankitalia all’interno del sistema bancario è intervenuto anche il commissario europeo al Mercato interno, l'irlandese Charlie McCreevy. Davanti a finanzieri, imprenditori e politici invitati alle conferenze dello studio ambrosetti, McCreevy ha detto che la Commissione europea sta lavorando sul «caso Italia». Nel mirino del Commissario europeo la linea tenuta dalla Banca centrale italiana e soprattutto il comportamento del governatore Fazio sulle scalate bancarie che hanno coinvolto Banca Antonveneta e Bnl, contesa dalla spagnola Bbva e dalla compagnia assicurativa Unipol, vicina ai Ds.
«I recenti casi in Italia illustrano ciò che può accadere quando vengono protette le imprese dalle forze della concorrenza: non ho illusioni, la protezione degli interessi nazionali riguarda l’Italia ma anche altri stati membri», come la Francia. Il governo francese ha anticipato nei giorni scorsi di voler difendere dai capitali stranieri alcune aziende francesi, come la Danone, nel mirino dell’americana Pepsi. La prossima settimana i ministri dell’Economia e i banchieri centrali europei si riuniranno a Manchester per la riunione informale di autunno. È possibile che in quella circostanza la Commissione europea discuterà il rapporto sulle fusioni bancarie annunciato nei mesi scorsi, anche se fonti vicine alla Commissione riferiscono che il rapporto verrà discusso nella riunione Ecofin di novembre.