Dall’ex terrorista al cardinale: lite in Comune sugli Ambrogini

«Not in my name». Il leghista Matteo Salvini prende a prestito uno slogan più caro alla sinistra, e ribatte senza mezzi termini «Dionigi Tettamanzi non è il mio candidato perchè ha diviso la Chiesa Ambrosiana». A mezzogiorno di ieri è scaduto il tempo per presentare le nomination agli Ambrogini 2011, ne sono state depositate ben 156. Ma lo scontro più acceso è sull’ex arcivescovo che il Carroccio era arrivato a definire un «imam». La proposta partita dal cattolica del Pd Andrea Fanzago e presentata anche dal sindaco viene bocciata dalla Lega ma pure dal Pdl. Centrodestra diviso. C’è infatti la firma di Letizia Moratti («il cardinale ha sostenuto le famiglie in crisi e ha dato un impulso forte al dialogo interculturale» spiega l’ex sindaco) e della consigliera di Milano al Centro Mariolina Moioli. Il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli ribatte invece: «Io l’ho saputo solo dai giornali, nessuno mi ha chiesto di condividerla e se viene fatta in chiave politica è inopportuna». Ne fa una questione di metodo, ma anche di merito il vicepresidente Pdl dell’aula Riccardo De Corato: «Personalmente, ritengo che Tettamanzi sia stato espressione solo di una parte della città». Pure nella maggioranza c’è chi non ha firmato la candidatura. Ma «solo perchè non me l’hanno chiesto, altrimenti l’avrei condivisa» assicura il radicale Marco Cappato. E il colmo, per il gruppo che ha innescato la battaglia legale contro Formigoni contro le presunte irregolarità alle elezioni regionali è che ha consegnato la lista dei nomi solo alle 16. Fuori tempo massimo. Resta in stand by quindi la candidatura «scomoda» all’Ambrogino di Sergio D’Elia, portavoce di Nessuno Tocchi Caino ma anche ex terrorista di Prima linea, anche il Pd si era già espresso contro. Dopo l’invito del presidente dell’aula Basilio Rizzo a evitare di proporre pm, l’assessore Stefano Boeri invece non ha più presentato Ilda Boccassini (candida invece l’artista Maurizio Cattelan). Ma nessun passo indietro da Salvini, che ha proposto il magistrato del caso-Penati Walter Mapelli. Tra le proposte targate Lega: Federcaccia, il gruppo dei Modà, Affaritaliani.it, il Comitato Chiaravalle («attivo contro i icampi rom abusivi»). Tra gli Ambrogini a firma Sel: l’Associazione volontari antifascisti di Spagna e la giornalista Isotta Gaeta. L’Idv propone il leader dei City Angels Mario Furlan, De Corato l’alpino ferito in Afghanistan Luca Barisonzi e la medagli alla memoria di Pierluigi Torregiani, Giulio Gallera il Consiglio provinciale «per l’aiuto appena dato al Comune sullo statuto di modifica della Serravalle», il Pd (tra gli altri) Fabio Fazio, i socialisti Avis e Consulta milanese per la Laicità delle Isituzioni. Non ha presentato nomi, e per ora neanche aderito alla proposta su Tettamanzi, il grillino Mattia Calise. La lista forse più lunga, ma top secret per Manfredi Palmeri (Terzo polo). Stesso riserbo sulla decina di nomi presentata da Pisapia, anticipa solo quello dell’ex cardinale.