Dall’hinterland coro di no alla domenica senz’auto: «È una forzatura inutile»

«Abbiamo già raggiunto il decimo giorno di sforamento dei limiti di Pm10 e quasi sicuramente arriveremo a far scattare il blocco delle auto previsto dalle norme della Moratti per il weekend». Il dado è tratto. La morsa dello smog continua a tenere sotto scacco la città, con settimane di anticipo sull’accensione delle caldaie. Domani verrà presa la decisione ufficiale, ma non sembra che per i milanesi ci siano molte speranze: giovedì - salvo sorprese metereologiche - scatteranno i blocchi ai mezzi «sporchi» e domenica la circolazione sarà vietata per otto ore. Maran non ci sta a giocare la partita da solo e chiama in causa anche Regione e Provincia. «Noi stiamo lavorando sia sul fronte emergenziale sia su quello strutturale e del riscaldamento. Spero però - l’appello - che anche Regione e Provincia vogliano collaborare alla lotta all’inquinamento e al traffico, sia dal punto di vista normativo che dei controlli perché il problema non è solo milanese: un terzo della Lombardia è sotto la morsa delle polveri sottili. Il 15 ottobre scatta il blocco regionale dei veicoli inquinanti ed è impensabile che si possa ricorrere solo ai vigili per individuare i trasgressori, senza poter utilizzare le telecamere Ecopass o altre provvisorie. Noi faremo in modo che la polizia locale sia efficiente ma servono modifiche normative che rendano più agevoli i controlli». Ma qui entrano in gioco le competenze: i controlli spettano ai comuni, fanno notare dal Pirellone.
«Nel giro di una settimana - spiega Maran - dovrei incontrare anche la Provincia per discutere l’argomento. Spero che si mettano da parte i personalismi e i colori politici per combattere insieme una battaglia per la salute dei cittadini». Ma la Provincia accusa il Comune di miopia: «L’inquinamento va affrontato a livello di area vasta: solo riunendo i comuni di cintura si possono insieme trovare delle soluzioni - sostiene l’assessore ai Trasporti Giovanni de Nicola -. Con Bocconi e Politecnico stiamo elaborando delle proposte che illustreremo ai sindaci quanto prima». Ma rimane fermo un punto: «L’ultima cosa che si deve fare è la domenica a piedi, provvedimento inutile. Milano gode di un servizio di trasporto pubblico che non è equiparabile a quello dell’hinterland. Il Comune ha aumentato il costo del biglietto e investe i maggiori guadagni solo per potenziare il trasporto milanese, e questo non mi pare significhi ragionare in un’ottica metropolitana».
Si sfila dalle polemiche la Regione, trincerandosi dietro un no comment. Mentre nell’hinterland i sindaci sono sul piede di guerra: primo fra tutti Giorgio Oldrini (Pd), primo cittadino di Sesto San Giovanni. «È necessario che qualsiasi decisione si prenda sia strutturale e condivisa. Le domeniche a piedi o qualsiasi altro intervento hanno senso solo se prese di comune d’accordo. Dov’è la città metropolitana?». «Non c’è bisogno di educare i cittadini a non usare l’auto - attacca il collega di Segrate Adriano Alessandrini (PdL)-, continuiamo a ripetere che il provvedimento è inutile, oltre che dannoso in tempi di crisi. Senza provvedimenti concreti non ha senso nemmeno parlarne. Noi abbiamo il 35% di teleriscaldamento, per esempio, vediamo cos’hanno fatto in questo senso le altre amministrazioni, se necessario si adeguino».