Dall’inferno di fango spunta il corpo che nessuno cercava

(...) all’appello di cui si conoscono nomi e cognomi. Ma altre potrebbero essere state inghiottite dall’alluvione, senza che nessuno se ne sia ancora pienamente reso conto, anche per l’impossibilità di telefonarsi da casa a casa. Intanto va avanti il lavoro per liberare le strade e raggiungere così le località ancora isolate. A Monterosso, tra i paesi più devastati, ci sono duecento tra uomini delle forze dell’ordine, pompieri e protezione civile insieme con la popolazione, per garantire l’ordine pubblico e riparare i danni: l’obiettivo è sgomberare i canali, ricoperti da sei metri di fango, entro martedì, in tempo per affrontare le piogge previste per mercoledì. Dei 1.500 abitanti quelli in grado di lavorare sono tutti impegnati nella rimozione del fango e dei detriti dalle strade. Un turista abituale frequentatore di Monterosso ha portato da Reggio Emilia apparecchiature e benzina nel momento di massimo bisogno. La stazione ferroviaria di Monterosso dove i treni passano su un binario a senso unico alternato, è presidiata dalle forze dell’ordine per prevenire l’arrivo dei cosiddetti sciacalli, che potrebbero approfittare delle abitazioni lasciate vuote. In tutto il territorio colpito dall’alluvione si intensificano i servizi di sorveglianza nelle ore notturne. Finora a Monterosso non si sono avuti episodi di sciacallaggio. Il sindaco, Angelo Maria Betta, ieri ha annunciato che alcune persone sospette sono state fermate nella notte sui sentieri. Non solo qui, ma anche a Vernazza da ieri è tornata l’acqua grazie a punti di rifornimento e servizi sostitutivi. Anche per quanto riguarda il gas si sta provvedendo con servizi sostitutivi. Nel frattempo l’Acam, la società che gestisce l’acqua potabile nello Spezzino, ha tranquillizzato circa la potabilità dell’acqua: che va bollita solo nelle zona di Santo Stefano Magra, a Follo e Corea di Vezzano Ligure. Per tutti gli altri Comuni della bassa valle del Magra (Arcola, Vezzano, Sarzana, Ameglia, Castelnuovo, Ortonovo), per tutti i Comuni del Golfo (La Spezia, Lerici e Porto Venere), della Val di Vara e della Riviera non coinvolti nell’emergenza idrogeologica «non sono state rilevate situazioni di non potabilità» sottolinea Acam.
Tra gli avvisi rilevanti anche quello della capitaneria di Porto di Genova che ha lanciato un allarme per la presenza di imbarcazioni, detriti e tronchi d’albero alla deriva, nel tratto di mare compreso tra il capoluogo ligure e La Spezia. Ai diportisti della zona si raccomanda la massima attenzione perché i natanti semi affondati, trascinati dalla corrente, possono rappresentare un e pericolo per la navigazione.