Dall’olio di pesce un salvavita

L’assunzione quotidiana di un farmaco frutto della ricerca italiana è di aiuto anche nella cura dello scompenso cardiaco

Arriva dalla ricerca italiana un contributo alla cura dello scompenso cardiaco, una patologia molto diffusa che in Italia interessa circa 600 mila persone e fa registrare almeno 70-80 mila nuovi casi ogni anno. Gli acidi grassi n-3 PUFA, (Omega3) contenuti essenzialmente nel pesce e in alcune alghe, la cui azione benefica sulla salute è nota da tempo, adesso dimostrano efficacia anche nel combattere lo scompenso cardiaco. Lo sottolineano i risultati del progetto GISSI - HF, condotto in Italia dal Gruppo GISSI (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, Anmco, e Istituto Mario Negri), durato quattro anni, con il sostegno di due aziende farmaceutiche italiane, Sigma-Tau e SPA, dell'americana Pfizer e di AstraZeneca. Secondo i dati dello studio (357 reparti italiani di cardiologia coinvolti e oltre 7 mila pazienti con scompenso cardiaco arruolati) l'assunzione quotidiana, per quasi quattro anni, di un farmaco con un grammo di acidi grassi n-3 PUFA derivati dagli olii di pesce, ha consentito una riduzione del 9 per cento del rischio relativo di mortalità. Si è registrata inoltre una riduzione dell'8 per cento dei ricoveri ed un calo (28 per cento) delle ospedalizzazioni per aritmie. Lo studio italiano, in questi giorni al centro dell'attenzione della cardiologia internazionale, è stato pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, in contemporanea con la presentazione dei risultati al Congresso europeo di cardiologia, appena concluso a Monaco. «Si tratta di uno studio che ha alle spalle venti anni di ricerche e una storia di credibilità che suscita grande interesse», sottolinea Luigi Tavazzi, direttore della divisione di cardiologia Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia e tra i coordinatori del progetto. La dimostrazione che una semplice capsula di un prodotto, a base di olio di pesce, assunta regolarmente, priva di effetti collaterali, possa ridurre la mortalità e l'ospedalizzazione per cause cardiovascolari nei pazienti con scompenso cardiaco è un risultato eccezionale, sostengono i ricercatori, «soprattutto alla luce dei tanti studi negativi condotti negli ultimi anni proprio in merito a questa patologia. Il composto farmacologico a base di acidi grassi n-3 PUFA è già disponibile in Italia ed è indicato nella lotta ai trigliceridi. Sulla base di risultati così promettenti, verrà richiesta, per il farmaco, alle autorità regolatorie europee, l'indicazione terapeutica nello scompenso cardiaco.