Dall’Ue un miliardo di euro per «pulire» le auto

da Lubiana

Un miliardo di euro, a tanto ammontano i finanziamenti che l’Ue destinerà ai progetti di ricerca sull’auto da oggi al 2013. Vuol dire appena il 2,5% del totale destinato alla ricerca dal Settimo programma quadro. Non molto per un settore che vale il 9% del Pil europeo, ma abbastanza perché la ricerca europea resti leader nell’automotive. La conferma si è avuta a Lubiana nella seconda edizione del Transport research arena (Tra), un’assise organizzata dalla Commissione Ue per cercare di tracciare una linea comune nello sviluppo di alternative al petrolio e alla mobilità individuale. E bisogna fare in fretta secondo Bruxelles: «Per il 2020 abbiamo obiettivi ambiziosi - ha spiegato il commissario alla Ricerca, Janez Potocnik -: meno 20% nelle emissioni, più 20% nell’efficienza e nell'uso di fonti rinnovabili. Non abbiamo scelta, perché i passeggeri aumenteranno del 27% e il trasporto di merci fresche del 34%». Ma le case hanno risposto in maniera disordinata, con progetti autonomi costosi, senza aver partorito una reale alternativa all’oro nero. Oggi la grande speranza sono i biocarburanti. Già nel 2009 Volkswagen lancerà le sue prime vetture di seconda generazione, frutto della collaborazione con Choren e Iogen. «Utilizzando il Sundiesel di Shell si abbattono del 90% le emissioni di Co2 - spiega Wolfgang Steiger, responsabile delle ricerche di Wolfsburg e presidente dell’Ertrac, che raggruppa i costruttori europei sul fronte della ricerca - e nel 2011 toccherà alle vetture elettriche, che avranno un’autonomia di 120-140 chilometri». Lo stile sarà quello del prototipo Space, ma ci saranno anche vetture a 2 e 4 posti. Punta sulle vetture elettriche Renault. «Il 17% della popolazione già oggi potrebbe usare solo auto a corrente, visto che percorre solo distanze brevi. Ecco perché nel 2011 lanceremo un primo modello con carrozzeria Clio e batterie prodotte da un fornitore esterno - spiega Michel de Virville - poi arriverà un piccolo Suv, mentre nel 2012 sarà la volta di una vettura ad emissioni zero per Israele, che sfrutterà l’energia del sole».
E la Fiat? È stata citata più volte per il lavoro svolto sulla Panda a metano. «Quando andrà in pensione lavoreremo su altri modelli, spingendo anche molto sull’elettrico», così Gianfranco Burzio (Centro ricerche) che ha proposto il prototipo Fideus, veicolo elettrico per corrieri e spedizionieri progettato con Tnt e Dhl. Il settore «delivery» genera in città il 50% dello smog e il 20% del traffico, nonostante coinvolga il 10% dei mezzi.