Dall’ululone ai castagni giapponesi, gli sprechi di Burlando sono un libro

«A» come animali, associazioni, auto blu. E come 2.041.031 euro. «B» come buffet, «C» come Capo Verde (leggasi viaggio a), circoncisione, consulenze, convegni, cooperazione. «Z» come zingari. C’è tutto l’alfabeto dei soldi liguri spesi qua e là dalla giunta di Claudio Burlando nel libro rosso degli «Sprechi della sinistra» fatto stampare dai consiglieri regionali del Pdl Gianni Plinio e Matteo Rosso.
Per sapere cos’è l’«ululone» non basta sfogliare un’enciclopedia e sapere che si tratta di una ranocchia che quando va in amore se la canta che è una meraviglia. Neppure l’ultima edizione della Treccani sa che la voglia di emettere 40 ululati al minuto per conquistare la dolce metà porta l’anfibio a passeggiare per la Liguria senza guardare prima di attraversare le strade; e neppure sa che, proprio per questo, il sesso sicuro dell’ululone è diventato oggetto di una delibera di giunta di Burlando e compagni che hanno investito 79mila e 700 per evitare investimenti. Sapere che Quichua sia un popolo e un’area dell’Ecuador potrebbe valere qualche migliaio di euro a un quiz di Gerry Scotti, ma per il momento a guadagnarci 33mila e 600 euro sono state solo le donne del gruppo, che dalla Liguria si sono visti arrivare tutti quei soldi per «realizzare un allevamento di animali minori». E tra l’altro hanno fatto ingelosire le «donne dagli occhi grandi», cui è stato dedicato un convegno, per il quale però sono stati spesi «solo» 650 euro.
I lettori del Giornale hanno già sentito parlare del cinipide del castagno, l’insetto parassita giapponese sulle cui abitudini sono stati finanziati studi dalla Regione Liguria a suon di decine di migliaia di euro. Gli sprechi del centrosinistra sono infatti sempre stati denunciati, di volta in volta, dai due consiglieri del Pdl anche attraverso queste pagine. Tanto che il libro rosso ha finito per essere pubblicato con la prefazione del caporedattore dell’edizione genovese, Massimiliano Lussana, una sorta di notaio garante della veridicità di una serie incredibile di delibere burlandiane.
Alla lettera «M» si trova immancabile il mugugno, nato proprio sulle navi di Genova e di Camogli dove chi si imbarcava poteva scegliere una paga inferiore ma con il diritto a lamentarsi. Una sorta di patrimonio storico e culturale della Liguria, se non fosse che la giunta ha sottratto 25mila euro dai fondi destinati alla sicurezza per destinarli alla realizzazione della Casa del Mugugno. Pare però che di lagnanze di cittadini ne abbiano ottenute molte di più Matteo Rosso e Gianni Plinio pubblicando questo libro degli sprechi, spendendo ovviamente molto meno e soprattutto non spendendo soldi dei liguri.