Dalle arie di Napoli a Sammartini, alla scoperta del mandolino

Concerti e iniziative dedicate all'antico strumento musicale. Domenica il primo recital "tradizionale". Una nuova pubblicazione sulla produzione del Settecento italiano: Corelli, Scarlatti e Barbella
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La sua origine, antichissima, è sconosciuta. Quello classico è detto romano e quello napoletano, arcinoto e protagonista dell’immaginario, risale alla metà del XVVII secolo. Stiamo parlando del mandolino, strumento che ben si adatta a ogni genere di repertorio e che immancabilmente viene ripescato e proposto durante la feste natalizie con recital e pubblicazioni. Mezzo musicale assai versatile, viene impiegato anche nella musica cosiddetta colta e in quella lirica. Per chi volesse riscoprirne melodia e dolcezza i concerti in questo periodo non mancano: da Milano a Roma, passando per Napoli. Ed è proprio in questa ultima città la prima occasione utile, domenica al Gran Caffè Gambrinus (a partire dalle 21, piazza Trieste e Trento; tel. 081.417582): sul palco del locale la NapoliMandoliniOrchestra. “L’accademia mandolinistica napoletana nasce nel 1929 per iniziativa di Raffaele Calace e viene ripresa nel 1992 da alcuni musicisti napoletani – recita la presentazione - ; da allora organizza attività didattica e concertistica”. Non solo esibizioni; per chi non avesse l’occasione di prenotarsi per uno dei concerti in circolazione a dicembre può gustare della buona musica con una nuova pubblicazione dedicata al “mandolino italiano nel Settecento” (edizioni DeVega): Arcangelo Corelli, Francesco Piccone, Emanuele Barella, Domenico Scarlatti, Giovanni Battista Sammartini e Giovanni Battista Gervasio sono i compositori dell’epoca riproposti dagli intepreti Carlo Aonzo (manolino) e Elena Buttiero (spinetta); il primo già vincitore del premio Vivaldi, è anche ricercatore; la seconda ha tenuto concerti in molte città italiane. “Il disco – viene spiegato – racconta della fortuna del mandolino in Italia e in Europa nell’ambito della musica colta, nel momento chiave della sua diffusione e afferma l’importanza di questo strumento tutto italiano per la storia della musica”. E ancora: “E’ fondamentale ricordare il mandolino napoletano non nasce come strumento popolare, ma come strumento da concerto riservato alle damigelle di corte. La sua popolarizzazione avviene nell’Ottocento avanzato".