Dalle aule del Lanfranconi a quella della Camera

Mario Mauro, vicepresidente del parlamento europeo: «Fatto grave come quello di Milano, qui invece della lingua tagliano le teste pensanti»

Il caso Lanfranconi arriva in parlamento. A interessarsi del clamore suscitato dall’assemblea indetta al liceo di Voltri dal preside Sergio Canazza quale «testimonianza di solidarietà nei confronti dei manifestanti di Vicenza» sono da una parte il vicepresidente del parlamento europeo, l’onorevole di Forza Italia Mario Mauro, e dall’altra Valentina Aprea, già sottosegretario all’Istruzione con il ministro Moratti, e adesso segretario di presidenza della Camera e membro della Commissione Cultura di Montecitorio. Proprio l’onorevole Aprea ha raccolto ieri gli articoli de il Giornale che hanno dato ampio spazio alla vicenda, tanto nel raccontare la giornata quanto nel lasciare modo al preside stesso di ribattere. «Li ho passati all’ufficio legale per stendere il testo dell’interrogazione parlamentare che ho intenzione di presentare quanto prima», ha confermato ieri l’Aprea, specificando come risulti al momento «inaudito il comportamento del preside in questione».
Parole di fuoco arrivano anche dal vicepresidente Mauro. «Nel corso delle ultime due settimane il mondo della scuola ci ha posto di fronte a due fatti allarmanti per il nostro sistema educativo - il commento di Mauro -. È di questa settimana la notizia secondo cui un’insegnante di una scuola elementare di Milano ha reciso un pezzo di lingua ad un suo alunno. Mentre risale alla settimana scorsa l'assemblea promossa dal preside dell'Istituto Lanfranconi di Genova Voltri a sostegno della manifestazione di Vicenza. Due eventi che hanno avuto conseguenze e reazioni ben diverse. Per quanto riguarda il caso di Milano, il Ministro Fioroni ha fatto sapere che d'ora in avanti applicherà la tolleranza zero nei confronti delle violenze provocate dai professori nei confronti dei proprio alunni. L'assemblea dell'Istituto Lanfranconi ha invece trovato eco solo in un interessante dibattito sulle pagine di questo giornale». Mauro si chiede come mai il ministro Fioroni non sia ancora intevenuto. «A seguito di questo assordante silenzio chiedo al Ministro, che predica la tolleranza zero nei confronti degli insegnanti che tagliano la lingua ai bambini, cosa pensa di fare nei confronti dei quegli insegnati che mozzano, in senso figurato, la testa ai nostri ragazzi. Nei confronti cioè di quegli insegnanti che rendono una generazione ostaggio di uno scontro di carattere politico. Nei confronti di quegli insegnanti che a colpi di celebrazioni parasessantottine si sentono abilitati a contrabbandare un'idea di pace tanto irrealistica quanto connivente con filosofie filo terroristiche ed antioccidentali». E conclude: «L'assemblea imposta dal preside Canazza in solidarietà ed in contemporanea con la manifestazione di Vicenza, condotta senza sostegno allo sviluppo della criticità dei ragazzi, cioè senza contraddittorio, la dice lunga sul fatto che per ancora troppi insegnanti l'educazione é una priorità, non in termini di investimenti, ma in termini ideologici».