Dalle bandiere rosse alle luci rosse nella storica sede del Pc cinese

Festini per miliardari single nella villa di Shanghai dove Mao fondò il partito: 20 uomini d’affari incontrano 30 bellissime ragazze. Tariffa: 8.000 euro per una serata

Se fossero debosciati uomini d’affari occidentali, si parlerebbe tranquillamente di schifosa ammucchiata. Ma siccome l’evento si registra in Cina, bisogna andarci piano con le parole: siamo pur sempre nel migliore dei mondi possibili, secondo la nostalgica agiografia dei nostri mammuth rivoluzionari. Eppure la scena sembra abbastanza elementare, nei suoi attori e nei suoi sviluppi. Venti riccastri, che non ne fanno un problema di soldi, assieme a trenta ragazze che ne fanno solo un problema di soldi: allora, come diavolo si chiama questa cosa in Cina?

A raccontare un altro passo della Lunga Marcia, forse l’ultimo, sicuramente il più penoso, non è un giornale reazionario d’America, ma il locale China Daily. Si parla di incontri tra single. Si accenna a possibilità di matrimonio. Ma il resoconto sembra estratto pari pari da un film natalizio dei Vanzina, o dalle nostre cronache estive in zone Twiga-Billionaire.

Sabato sera a Shanghai (venisse l’idea, i Vanzina hanno già il titolo). Venti uomini d’affari cinesi, alcuni di loro stabilmente nella lista dei più ricchi d’Oriente, si presentano su lussuose e interminabili limousine all’ingresso di una gloriosa villa in stile europeo. Non un edificio a caso. Va’ a sapere, forse è un omaggio alla storia: in questo stesso edificio, nel 1921, Mao e alcuni entusiasti compatrioti si erano riuniti per fondare il Partito comunista. Mica una bocciofila. Allora, aleggiava un progetto comune per cambiare la storia. Stavolta, a promuovere la riunione è un’altra idea. Quella che dalle nostre parti comunemente chiamiamo idea fissa.

Ottomila euro a testa: questa la cifra versata dai pezzi grossi per il memorabile incontro. A riceverli, nelle vesti (corte) di simpatica compagnia, trenta ragazze bellissime (media della serata 1,5 pro-capite). Queste figlie della rivoluzione escono dai prestigiosi cataloghi del sito 915915.com.cn, un network specializzato in forniture di simpatica compagnia. Per una sera o per una vita. Le trenta selezionate vincono la meticolosa cernita tra decine di migliaia di candidate (poi ci deprimiamo noi se un cinque-seimila delle nostre ragazze si mettono in coda per fare le veline a Ezio Greggio).

Ovviamente la cronaca della serata non si addentra in dettagli a luci rosse. Si resta sul vago: si parla di incontro esclusivo e di serata speciale. E come no: i venti nababbi e le trenta duchesse devono solo definire un piano agricolo quinquennale. Nessuno però sa spiegare perché mai i signori s’infilino nella storica villa, presidiata dai fotografi, nascondendo il volto sotto maschere di carnevale. O dentro le sportine della spesa. Dev’essere gente schiva.

Serata estemporanea? Purtroppo è qualcosa di molto più serio. Come riferisce Tan Chao, direttore marketing del sito, siamo di fronte a un fenomeno sociale. «Ormai forniamo diversi servizi. Compresi incontri su appuntamento. Per chi paga di più, cerchiamo il miglior trattamento. Anche fuori dal nostro catalogo...». L’anno scorso, dopo un analogo happening su una barca, molti osservatori non esitarono a parlare di avvilente utilizzo delle ragazze come banali oggetti.

Inutile però cadere dal pero. Ogni volta la scoperta della Cina si rivela una scoperta dell’America. Fatica a capacitarsi solo chi è cresciuto col mito della Repubblica popolare, succhiandolo dal biberon e poi portandoselo appresso come un caro peluche fino alla tarda età. Adesso, tutti i giorni una notizia contromano. Ma tu guarda: anche nella Repubblica popolare, il popolo mangia un pugno di riso e qualche ricco organizza seratine (vogliamo scommettere che quanto prima sentiremo parlare di allarme-cocaina?).

Più della notizia in sé, che conferma solo come ovunque gli uomini siano gli stessi, stupisce lo stupore di chi ancora fatica a farsene una ragione. Eppure, a forza di amare scoperte, bisognerà che prima o poi si dia per ufficiale la fine della Lunga Marcia. Anche i cinesi, nonostante abbiano camminato un po’ più lentamente, si presentano puntuali al capolinea delle umane ambizioni: champagne e donnine, proprio là dov’era nato il partito della rivoluzione. Alle volte, la storia. Da un secolo promettono di costruire tutto un altro mondo. Momentaneamente, sembra stiano benissimo in questo.