Dalle «cavallette» alla Vecchia Signora

Schiacciate play sul telecomando, basterebbe questa scena per dire tutto. «Una volta mi disse: è sbagliato dare un brutto voto per un compito, bisognerebbe rifarlo insieme al bambino e aiutarlo a capire gli errori», racconta Giorgio Frulla, presidente della Nuova San Fruttuoso. Memorizzate queste parole, applicatele al calcio: questo è Riccardo Capanna. Il professore. Dalla scuola calcio delle "cavallette" biancorosse alla Juventus, un biglietto di sola andata verso il Paradiso.
Quando lo hanno saputo alla San Fruttuoso, storica società della nostra città, hanno fatto festa. Lo leggi anche sull'home page del loro sito (www.sanfruttuoso.net), "un pezzo di Sanfru alla Juve". «Siamo orgogliosi e felici che abbia lavorato con noi, merita davvero tanti successi», raccontano in società.
Proprio così. Era il coordinatore degli allenatori delle scuole calcio, ogni settimana almeno un paio di appuntamenti per spiegare, conoscere e risolvere dieci, cento mille dubbi. Aveva iniziato questa esperienza con la solita passione. Un curriculum impressionante, quello di Capanna: docente all'Università e nei più importanti istituti, autore di tantissimi libri: la prima volta nel calcio nel 92' a La Spezia. Lo porta Claudio Onofri, che era il tecnico degli aquilotti. «Poi, siamo andati a Massa e quindi insieme al Genoa per sei anni. È molto bravo, negli anni è diventato anche un punto di riferimento per tanti suoi colleghi», racconta Onofri, ex giocatore e tecnico rossoblu e oggi apprezzato commentatore e giornalista sportivo.
Capanna e la Nuova San Fruttuoso? Il feeling è nato quasi per caso, attraverso Onofri. Ma è stato subito un feeling immediato: «Era nata la scuola calcio che portava il mio nome: dovevamo creare uno staff e subito ho pensato a lui». La risposta? Assolutamente positiva. Una bella avventura che gli è rimasta dentro: «L'ho incontrato martedì che stava rientrando da Pinzolo ed era diretto a Torino da dove sarebbe ripartito per l'Inghilterra dove la Juve ha in programma alcune amichevoli. Mi ha raccontato le prime sensazioni di questa avventura ed era contentissimo: posso dire tranquillamente che si è ripreso con gli interessi quello che non aveva avuto prima, lo ripeto: merita questa possibilità perchè è molto preparato», aggiunge ancora Onofri.
Che spiega anche questo volo verso la Juve del Professor Capanna. Che dopo l'esperienza con il Genoa aveva deciso di fermarsi per un po' con il calcio. Un break prima di mettere la sua esperienza al servizio della San Fruttuoso. Poi, la telefonata di Claudio Ranieri, vorresti venire a Parma insieme a me? Ha fatto le valigie ed è partito subito: «Ci ha lasciati tutti stupiti vedere con quale passione seguiva gli allenamenti al Fassicomo, freddo o pioggia non lo hanno mai spaventato. Ciascuno di noi allenatori ha potuto avere da lui qualche prezioso e competente consiglio», spiega il responsabile della Scuola Calcio dei bancorossi Abramo Pigliacelli.
Da Parma poi il balzo alla Juve al fianco di Ranieri. Che Capanna aveva conosciuto attraverso Sassi, nella passata stagione preparatore atletico della Samp: «Spesso Capanna lo andava a trovare nelle squadre dove allenava, come Chelsea e Manchester United: in quelle occasioni è nata l'amicizia con Ranieri. Che lo ha subito chiamato quando è andato a Parma visto che Sassi era impegnato con la Samp», conclude Onofri.