Dalle dismissioni 60 miliardi. E l'articolo 18 resta nel cassetto

La vendita del patrimonio immobiliare pubblico servirà a ridurre il debito. Confermata la mobilità per gli statali

Roma - Modifiche all’articolo 18 accantonate ma non abbandonate, tanto che una bozza di disegno di legge è già pronta. Dismissioni degli immobili pubblici, avvio delle attività commerciali e professionali liberalizzato al massimo e arresto per chi entra nei cantieri della Tav. A un giorno dal via libera del governo emergono altri dettagli sul pacchetto sviluppo. Il testo non è ancora definitivo, ma le varie proposte uscite negli ultimi tre giorni saranno scremate già oggi dalla presidenza del Consiglio. Nel passaggio dal decreto all’emendamento alla legge di Stabilità, molte delle proposte fatte dai singoli ministeri saranno eliminate perché potrebbero non superare l’esame di ammissibilità. Altre potrebbero essere escluse perché troppo onerose.

Articolo 18 e statali Sul mercato del lavoro partirà un confronto con le parti sociali. La base - ha spiegato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - dovrebbe essere la proposta del senatore Pd Pietro Ichino (contratto unico a tempo indeterminato, con possibilità di licenziamento e sostegno al reddito anche per tre anni), ma l’approdo, dopo il confronto con i sindacati, potrebbe essere molto diverso. Disposte a valutare proposte che vadano in direzione della flexsecurity, Cisl e Uil, che però chiedono ammortizzatori sociali adeguati, in sostanza sussidi di disoccupazione. Una soluzione costosa. No netto da parte della Cgil, mentre la Confsal, prima confederazione autonoma, non è pregiudizialmente contraria. Blindate le misure per frenare il lavoro precario: contributi azzerati per tre anni sui contratti di apprendistato e l’aumento delle aliquote contributive dei Co.co.pro: la minima (lavoro concorrente) dal 16 al 17%, la massima (lavoratori esclusivi) dal 26,72% al 27,62%. Confermata, almeno nella bozza, la mobilità per gli statali. Quelli in esubero che rifiuteranno il trasferimento entro due anni rischiano il licenziamento.

Tre anni di bonus energia Torna l’incentivo fiscale per le ristrutturazioni che comportano risparmi energetici, dalle caldaie di ultima generazione agli infissi ai pannelli solari. L’autorità per l’energia e il gas, poi, vigilerà sulle tariffe.
Commercio libero Non c’è solo la riforma degli ordini e delle tariffe. La bozza prevede una forte liberalizzazione «dell’inizio, la prosecuzione e l’esercizio di qualsiasi attività imprenditoriale, commerciale, artigianale, autonoma o professionale». Il testo prevede che siano «libere e non richiedono l’emanazione di provvedimenti autorizzatori comunque denominati». Via libera, quindi, fatta eccezione per i limiti che riguardano «la sicurezza, la libertà e la dignità umana».

No Tav a rischio arresto Fino a un anno di carcere e una molta fino a 309 euro per chi entrerà nei cantieri della Torino-Lione. Le aree, per consentire il rispetto dei tempi, saranno considerate di «interesse strategico nazionale».

Stretta sulle polizze fantasma La polizia stradale potrà fare controlli incrociati tra i dati delle compagnie e la targa delle auto fermate, in modo da accertare velocemente se l’assicurazione è regolare. Viene poi abolito il Pra, attribuendo i dati all’archivio nazionale dei veicoli. A rischio esclusione dall’emendamento l’eliminazione della commissione per acquisti e pagamenti effettuati con carta di credito o bancomat per importi fino a 100 euro.

Caserme e fondo immobili Torna il piano di dismissioni del mattone di Stato, considerato rilevante perché finalizzato a ridurre il debito pubblico. Dall’operazione il governo si aspetta entrate per 60 miliardi. Confermata la corsia preferenziale per il cambio destinazione d’uso delle caserme. Il ministero guidato da Ignazio La Russa potrebbe mettere sul mercato 138 lotti tra caserme (anche a Milano e Torino), forti militari, fari, fino addirittura a porzioni di isole.

Meno risarcimenti per la giustizia Nella bozza si prevede che decadano le cause civili per le quali una delle parti non dichiari interesse. Poi un limite ai risarcimenti per le vittime di un processo civile lumaca, pari al contributo unificato. Lo stesso contributo dovrebbe essere raddoppiato.