Dalle feste di Nerone alle cascine l’antica cetra torna a incantare

Lo strumento è diventato una moda, lanciata da tre appassionati di Paderno Dugnano e Brugherio che lo portano negli agriturismi, ospedali, chiese e monasteri

L’antica cetra torna a suonare in tutta Italia grazie a un artigiano e a due musicisti milanesi. Sono loro ad avere trasformato il primo strumento a corda della storia dell’umanità, nato seimila anni fa, in una vera e propria moda in grado di coinvolgere 1200 appassionati in 19 regioni della penisola (unica esclusa, finora, la Sardegna). Una rivoluzione partita dalla periferia di Milano, rispettivamente da Paderno Dugnano, dove ha bottega il liutaio Luca Panetti, 36 anni, e da Brugherio, dove i maestri Stefano Di Pea, 36 anni, e Massimo Encidi, 50, hanno fondato l’associazione «Il Mondo della cetra». L’unica del genere in Italia (a Lione in Francia l’unica «rivale» in tutta Europa), con tanto di una propria rivista, un sito Internet con all’attivo diecimila visite e una casa editrice per pubblicare gli introvabili spartiti. Oltre che, a breve, anche il primo cd e dvd-rom in assoluto con le musiche dello strumento. Ed è proprio la Lombardia la regione dove la moda ha attecchito meglio, con 400 persone in grado di suonare la cetra.
«È un vero e proprio boom - rivela Di Pea -, ci chiamano da qualsiasi parte d’Italia e fatichiamo a fare fronte a tutte le domande. Le nostre esibizioni vanno dai monasteri di clausura agli agriturismi, dalle chiese ai reparti di maternità degli ospedali, in quanto la musica della cetra ha un effetto benefico sulle spinte propulsive del parto». Fino a diventare una «medicina» usata dagli psicologi, con effetti collaterali in quanto gli esperti sconsigliano di ascoltarla mentre si guida: le sue sonorità in grado di sorprendere possono provocare incidenti. Se Di Pea è uno dei pochi in Italia a saper raggiungere i massimi gradi di performance, imparare a suonare la cetra a un livello base è semplice. «I corsi durano quattro giorni per un totale di 24 ore e insegniamo anche ai bambini dai sei anni in su - rivela il maestro -. La versione moderna dello strumento è infatti dotata di un modulatore che permette di basarsi su accordi predefiniti».
Un prototipo nuovo che in Italia ha avuto come precursore assoluto il liutaio Panetti. «Ho iniziato a 16 anni e mi sono dovuto inventare come autodidatta - racconta -, basandomi su testi antichi e soprattutto su diverse sperimentazioni fatte in casa. La maggiore difficoltà è stata che la tecnica per costruire la cetra è molto diversa rispetto alla tradizione della liuteria e più vicina a quella del pianoforte». Bastano due numeri per spiegarne la ragione. «Il violino possiede quattro corde, la cetra moderna ne ha 134 - osserva Panetti -. Di solito sono realizzate in acciaio tedesco ricoperto di rame. La loro tensione è tale che il rischio per lo strumento è di autodistruggersi: per evitare che ciò avvenga bisogna costruirlo con materiali molto resistenti. In genere impiego due settimane a realizzarne uno (i prezzi possono variare da 400 a 1300 euro, ndr) e nel mondo ne sono diffusi 2500». Fino a un anno fa Panetti era l’unico in Italia con questo tipo di attività, anche se il liutaio puntualizza: «La mia non è archeologia musicale. Di solito definisco la cetra come un “moderno antico strumento“, nel senso che nel tempo ha subito diverse modifiche non solo costruttive ma anche nelle strutture musicali, ampliando notevolmente il numero di note che è in grado di produrre».